Blizzard ha recentemente divulgato i numeri da record della beta di World of Warcraft Forever, cifre da capogiro che hanno dimostrato un incredibile interesse nei confronti di una proposta che, in un certo senso, non dovrebbe nemmeno esistere. World of Warcraft continua a funzionare tra alti e bassi, così come la sua controparte nostalgica Classic, eppure Blizzard ha sentito il bisogno di aggiungere al proprio catalogo una terza opzione che si rivolge a un pubblico eterogeneo, composto dai nuovi potenziali giocatori che, magari, si sentono intimoriti da vent'anni di contenuti ed espansioni, e dai nostalgici che nel WoW moderno faticano a intravedere il MMORPG con cui sono cresciuti dal 2005 in poi.
È ancora difficile prevedere il destino di questo Azeroth parallelo e ci sarà tempo per tirare le somme in una futura recensione. Per il momento, soffermiamoci sull'offerta Blizzard: cerchiamo di fare chiarezza su cosa sia, come funzioni e che cosa serva per giocare. Nelle prossime righe vi spiegheremo tutto quello che c'è da sapere su World of Warcraft Forever, sia che siate avventurieri alle prime armi o veterani con tanta voglia di ricominciare da zero.
È sempre WoW
La prima cosa che bisogna sapere è che World of Warcraft Forever è sempre World of Warcraft. Non è un World of Warcraft 2 né un "remake", né tanto meno un reboot del Classic: è a tutti gli effetti un "what if", un World of Warcraft alternativo che si svolge poco tempo dopo gli eventi di Warcraft III e prima di The Burning Crusade. Si tratta di una linea temporale alternativa in cui si verificano eventi leggermente diversi, ma comunque intrappolati in una bolla dove tecnicamente la storia resta ferma e non si evolve in maniera teatrale, restando ancorata all'iconica guerra tra fazioni che caratterizzava il lancio di World of Warcraft.
A livello di gameplay, il gioco è lo stesso con alcune piccole differenze sia rispetto alla versione retail, sia rispetto alla versione Classic, nel senso che Blizzard ha lavorato sul sistema di combattimento originale, svecchiandolo ma restando fedele alle sue origini, senza modernizzarlo come ha fatto negli anni in retail con molteplici opzioni, ma alterandolo significativamente: le classi sono sempre le stesse, ma si giocano in maniera sensibilmente diversa e offrono nuove prospettive da scoprire. È lo stesso gioco, sia come storia che come gameplay, ma al tempo stesso è diverso.
Perché Forever?
Blizzard si è inventato Forever per rispondere a una crisi d'identità che affligge World of Warcraft da anni. Giunti all'undicesima espansione, gli sviluppatori hanno capito che molti giocatori faticano a integrarsi in un mondo persistente così carico di storie e contenuti e che altri ancora cominciano a trovare ridondante il loop stagionale. Forever ruota infatti intorno a una progressione orizzontale, in cui Azeroth torna a essere protagonista, senza spostare continuamente i giocatori dai territori di una nuova espansione alla successiva, e il viaggio torna a contare più della destinazione: se nella versione retail lo scopo è raggiungere il livello massimo a ogni espansione per conquistare progressivamente bottini sempre migliori una stagione dopo l'altra, in Forever il livello massimo è e resterà per sempre 60.
Questa scelta peculiare ha due conseguenze fondamentali. In primo luogo, la fase di "leveling" è più lunga e compassata, incentrata maggiormente sulla scoperta o riscoperta del mondo. Inoltre, una volta raggiunto il livello massimo, il giocatore ha a disposizione una moltitudine di oggetti, armi e accessori allo stesso livello di potenza: in tal senso, è importante scegliere strategicamente cosa indossare in base alla sfida di turno, quindi la componente collezionistica resta solida, ma viene meno la verticalità intorno alla quale ruota tutto l'endgame del gioco retail.
Quindi Forever è un altro Classic?
Questa è una questione cruciale perché è facile confondersi e, in un certo senso, la distinzione tra Classic e Forever è proprio ciò che ha entusiasmato molti giocatori assidui di World of Warcraft. La base di Forever è il Classic, o per meglio dire la versione "vanilla" di WoW, ma non è una copia speculare di quel gioco: Blizzard ha riempito Forever di contenuti rivisitati o completamente inediti, come nuove combinazioni di razze e classi (come il Paladino non morto) e una razza completamente nuova, gli elfi Skyborne, che cominciano la loro avventura nell'isola di Zephras, una località mai vista prima.
Al gioco sono stati aggiunte nove spedizioni disegnate da zero e incursioni da dieci o venti giocatori con nemici e boss tutti da scoprire, e come abbiamo detto le classi si giocano in maniera sensibilmente diversa, con abilità ispirate alla versione moderna di WoW ma perfettamente integrate nei kit originali del 2005. Il che significa che Blizzard ha riveduto e corretto le classi di conseguenza, rendendo alcune specializzazioni più giocabili che in passato, senza contare che Forever si appoggia a tutta una serie di funzionalità moderne come la trasmogrificazione, il supporto per il controller e la personalizzazione dell'interfaccia o il manager dei tempi di ricarica, tra le altre cose.
Sul fronte tecnico, invece, il giocatore può scegliere se giocare all'antica, con la grafica del 2005, oppure se abilitare i modelli in alta risoluzione dei personaggi e l'effettistica moderna, che include illuminazioni ed effetti atmosferici all'avanguardia. L'idea è quella di restare fedeli a una filosofia di altri tempi, ma senza sprofondare nell'obsolescenza: la nutrita schiera di opzioni consente di personalizzare l'esperienza a proprio gusto, ma restano categoricamente esclusi servizi come i potenziamenti di livello a pagamento o il Gettone WoW.
L'aspetto social
Con Forever gli sviluppatori di Blizzard hanno cercato anche di risolvere un annoso problema che affligge World of Warcraft da quando ha abbracciato un'impostazione più casual: la socializzazione. Nella versione retail è tutto molto automatizzato e si possono giocare le spedizioni semplicemente mettendosi in coda da qualunque parte del mondo, finendo teletrasportati sul posto, dove si combattono i nemici senza neanche salutare i compagni di gruppo e si torna a casa in un caricamento dopo aver sconfitto il boss finale. Se da una parte queste agevolazioni hanno aiutato a rendere WoW sempre più scorrevole e immediato, dall'altra hanno ucciso la componente social di un genere - il MMORPG - che in teoria si basa sull'interazione tra giocatori.
Per farla breve, in Forever si torna al principio, o quasi: sparisce il sistema di ricerca gruppi automatizzato, in favore di una bacheca che permette di impostare il tipo di esperienza e invitare i giocatori manualmente. Nessuna coda, niente teletrasporti istantanei e niente composizioni automatiche; bisogna comunicare, magari salutarsi e raggiungere fisicamente l'ingresso di una spedizione se nessuno può invocare gli altri personaggi. Indirettamente, è per questo motivo che non ci sono cavalcature volanti: gli sviluppatori vogliono che i giocatori si incontrino e popolino il mondo di gioco.
Ecco perché è importante scegliere il "ruleset" giusto quando si crea un personaggio. Non esistono più i reami distinti, e tutti giocano negli stessi server, ma bisogna decidere secondo quali regole farlo: PvE per giocare indisturbati o PvP per rischiare uno scontro in qualsiasi momento con la fazione opposta, con le stesse opzioni applicate a esperienze Roleplay per chi ama quel tipo di interazione. Questa scelta è irreversibile, quindi si potrebbe dire che l'aspetto social di World of Warcraft Forever comincia ancora prima di giocarci: mettetevi d'accordo con amici o compagni di gilda per giocare insieme.
E come si gioca a Forever?
Questa è la parte più semplice: per giocare World of Warcraft Forever basta sottoscrivere un abbonamento mensile a World of Warcraft, che permette dunque di accedere al gioco moderno, a Classic e, appunto, a Forever. Dopodiché basta scegliere la versione giusta del software dall'applicazione Battle.net e il gioco è fatto. Bisogna sottolineare che World of Warcraft Forever non è stato tradotto in italiano, a differenza della versione moderna, e che è necessaria quindi una discreta conoscenza della lingua inglese non tanto per capire la sofisticata narrativa dietro alle missioni che ci chiedono di ammazzare lupi o raccogliere carote, quanto per capire le descrizioni delle abilità, delle professioni e dei poteri speciali di certi equipaggiamenti.
Dunque l'accesso a Forever permette di giocare anche alle altre versioni di World of Warcraft, sebbene per quella moderna servano comunque le espansioni eventualmente vendute separatamente. In ogni caso, sebbene sia ancora ai blocchi di partenza, Forever può contare già su una moltitudine di contenuti extra, incluso un sistema Legacy che permette di guadagnare punti superando certe sfide e sbloccare ricompense condivise da tutti i personaggi nell'account. È possibile che a un certo punto le imprese compiute in un gioco o nell'altro sblocchino ricompense anche nelle altre versioni di World of Warcraft, ma per il momento Blizzard sta tenendo queste identità separate, e ha già annunciato che in futuro arriverà anche una modalità Hardcore per WoW Forever.