Ad un mese dal lancio di Marathon, in casa Bungie si respira una strana aria. Sony sta osservando da vicino le mosse della compagnia, sperando che Marathon possa spezzare la recente "maledizione" che ha colpito i suoi giochi live service. Tuttavia, questo sforzo titanico sta avendo un costo altissimo per quello che, fino a poco tempo fa, era il fiore all'occhiello dello studio: Destiny 2. Il celebre sparatutto sta rapidamente sbiadendo a causa della mancanza di aggiornamenti e, di fatto, non è più l'unico vero protagonista dell'azienda, almeno stando a un report di Forbes, scritto da Paul Tassi.
Marathon in testa
Secondo alcune indiscrezioni riportate da Tassi, le priorità interne sono cambiate radicalmente: "Le mie fonti in Bungie mi hanno confermato che mentre in precedenza Destiny aveva un margine piuttosto significativo di sviluppatori al lavoro sul gioco, oggi, dei circa 800 dipendenti rimasti, la spartizione è molto più equilibrata, con Marathon che supera di poco Destiny 2".
Si tratta di un'inversione di rotta notevole. Fino a poco tempo fa, secondo quanto riportato da Jason Schreier e Joe Ziegler, dopo licenziamenti e cancellazioni la maggioranza assoluta dello studio (circa 550 dipendenti su 850) era ancora dedicata a Destiny 2, con soli 300 sviluppatori su Marathon. Oggi, post-lancio, i due team sono testa a testa, con Marathon che è diventato chiaramente la priorità dello studio, in cerca di un nuovo slancio.
Agli occhi dei giocatori, però, emerge un paradosso evidente. Attualmente Marathon è un gioco che conta solo quattro mappe e sei classi. Destiny 2, al contrario, è sempre stato un colosso supportato da un flusso costante di contenuti PvE e PvP. Tuttavia, il team dedicato al PvP era già stato dirottato su Marathon molto tempo fa, e ora anche i contenuti PvE sono a secco da mesi.
Il calendario di Destiny 2 appare desolante: manca ancora un mese e mezzo al prossimo aggiornamento di metà stagione e, successivamente, ci vorranno almeno altri tre mesi per vedere una delle nuove, più piccole espansioni promesse. Un'espansione la cui esistenza, peraltro, è data per scontata solo dai fan, visto il silenzio tombale di Bungie sul futuro a lungo termine del gioco.
La dura realtà è che pretendere che un team ridotto a circa 400 persone possa sostenere un gioco monumentale come Destiny 2 - che ai tempi d'oro impiegava quasi l'intera forza lavoro di oltre 1.000 dipendenti di Bungie - appare un'utopia. Attualmente, l'output di nuovi contenuti sembra essere crollato a meno del 40% rispetto ai picchi storici del titolo.
Il futuro di entrambi i franchise rimane perciò estremamente incerto. Da una parte, il nuovo modello di aggiornamenti ridotti di Destiny 2 sta già incontrando enormi difficoltà. Dall'altra, Marathon dovrà continuare a bilanciare il gioco, sfornare nuove stagioni e mappe, ma dovrà soprattutto affrontare un rapido calo di giocatori, il che potrebbe costringere lo studio ad apportare cambiamenti radicali per attirare un pubblico meno "hardcore".