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Bloodborne emulato su ROG Xbox Ally X ha prestazioni migliori che su PS4 e PS5 per Digital Foundry

Digital Foundry mostra che Bloodborne emulato su ROG Xbox Ally X può superare le prestazioni dell'originale PS4 grazie al frame‑rate sbloccato e il VRR.

NOTIZIA di Stefano Paglia   —   17/01/2026
Artwork di Bloodborne
Bloodborne
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Da tempo un gruppo di fan sta lavorando per ottimizzare l'emulazione PC di Bloodborne, e i risultati hanno raggiunto un livello tale da superare le prestazioni dell'originale PS4 e della versione retrocompatibile su PS5. Il tutto anche su un dispositivo portatile come la ROG Xbox Ally X.

A dimostrarlo è una serie di test condotti da Digital Foundry, che ha ottenuto risultati molto positivi sfruttando il frame-rate sbloccato della versione emulata e il pannello VRR dell'handheld ASUS, raggiungendo perfino tra i 50 e i 70 fps, seppur con alcuni compromessi.

Prestazioni elevate, ma con alcuni compromessi

Per ottenere un frame-rate così alto, nonostante il carico pesante sulla CPU, sono state necessarie diverse ottimizzazioni. Digital Foundry ha utilizzato la build "Nightly" di ShadPS4 insieme a una serie di impostazioni consigliate: disattivazione dell'aberrazione cromatica, patch TaskSplit, Model LOD -2 per la massima qualità geometrica e la mod Uncap FPS (con delta time) per rimuovere il limite dei 30 fps senza alterare la logica del gioco.

La modifica più importante è però la risoluzione a 720p, che libera risorse GPU sufficienti per raggiungere frame-rate molto più alti rispetto ai 1080p originali della PS4. In queste condizioni, ROG Xbox Ally X collegata alla corrente in modalità turbo (35W) riesce a mantenere stabilmente tra 50 e 70 fps, contro i 30 fps dell'edizione originale.

La risoluzione ridotta potrebbe sembrare un compromesso significativo, ma su un display da 7 pollici la densità dei pixel resta più che adeguata. È comunque possibile forzare i 1080p, ma in quel caso le prestazioni scendono a 33-40 fps. In ogni caso, l'esperienza non è completamente priva di problemi: è necessario abilitare lo shader caching per ridurre gli stutter da compilazione, inevitabili nelle prime sessioni. Una volta compilati gli shader, il gioco diventa molto più fluido, con qualche hitch residuo dovuto al traversal stutter.

Come detto questi risultati sono stati ottenuti tenendo collegata ROG Xbox Ally X alla corrente, ma cosa succede nel caso si optasse per un'esperienza davvero portatile? Senza alimentazione esterna, il dispositivo scende automaticamente a 25W per preservare la batteria, con un calo prestazionale di circa il 10% e un evidente throttling della CPU. Modificando manualmente SPL e SPPT a 25W si riducono gli stutter, rendendo l'esperienza più stabile, anche se non ai livelli ottenibili collegando il dispositivo alla corrente. Rimane comunque un risultato più che soddisfacente per giocare fuori casa.

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Per un'esperienza portatile davvero a 1080p60, Digital Foundry ha testato la GPD Win 5 con il nuovo Ryzen AI Max+ 395 (Strix Halo). Dopo la fase iniziale di caching degli shader, il dispositivo raggiunge tra 50 e 70 fps a 1080p nativi con soli 35W. Portando il TDP a 65W si ottiene un +8%, e a 80W un +17%, ma il miglior equilibrio tra prestazioni e consumi resta a 35W, con circa due ore di autonomia.