L'intelligenza artificiale generativa è spesso usata nel mondo dei videogiochi oggigiorno, ma non tutti i team la vogliono sfruttare. Ad esempio, gli autori di Code Vein 2 hanno svelato che hanno preferito evitare ogni strumento di gen-AI.
Vediamo perché e cos'altro hanno svelato parlando con PCGamesN (in traduzione dal giapponese all'inglese tramite un traduttore ufficiale di Bandai Namco).
Cosa ha detto il produtto di Code Vein 2
Il produttore Keita Iizuka ha spiegato che l'obiettivo è "creare qualcosa che fosse ancora più drammatico rispetto al precedente Code Vein, oltre a intensificare le sequenze d'azione". La storia sarà lunga quanto quella del primo titolo, forse un poco di più, ma il mondo sembrerà più grande.
Gli autori affermano anche che Code Vein 2 non è proprio un soulslike e preferiscono definirlo un "un gioco di ruolo d'azione ed esplorazione drammatica". Secondo Iizuka, il termine soulslike significa fondamentalmente un gioco che fornisce un forte senso di realizzazione e un tipo di opera un po' più difficile rispetto alle altre. L'obiettivo di Code Vein 2 è però di proporre anche personaggi interessanti, drammaticità e combattimenti, combinandoli in una esperienza speciale e unica.
Parlando invece dell'IA, il produttore spiega: "Non abbiamo usato l'intelligenza artificiale generativa per Code Vein 2, perlopiù perché diamo valore allo stile artistico e alla sua estetica. Specialmente perché vogliamo creare un mondo molto originale: è per noi importante la logica dietro questo mondo, ma anche la coerenza di ogni elemento, così come la creazione dell'esperienza per i giocatori in senso più ampio".
Vi segnaliamo infine che abbiamo provato Code Vein 2 parlandovi dell'evoluzione della formula e dei nuovi sistemi di gioco.