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Rockstar Games non paga il riscatto, gruppo hacker pronto a svelare i dati rubati

Rockstar Games ha deciso di non pagare il riscatto per i dati che gli sono stati rubati e il gruppo hacker responsabile ha annunciato che li renderà pubblici.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   13/04/2026
Due personaggi di Bully

Il gruppo di hacker noto come ShinyHunters ha annunciato l'intenzione di pubblicare online i dati sottratti a Rockstar Games, attualmente al lavoro su Grand Theft Auto 6. La mossa arriva in seguito alla scadenza dell'ultimatum: lo studio non ha infatti ceduto alla richiesta di riscatto per le informazioni rubate dai suoi server cloud, spingendo i criminali a confermare ai microfoni della BBC l'imminente diffusione dei file.

La minaccia

Nonostante la minaccia, Rockstar ha confermato la violazione ma ne ha fortemente ridimensionato la portata e la gravità. In un comunicato diffuso nel fine settimana, un portavoce dell'azienda ha chiarito l'accaduto: "Possiamo confermare che è stato effettuato l'accesso a una quantità limitata di informazioni aziendali non rilevanti in relazione a una violazione di dati di terze parti". Lo studio ha poi rassicurato il pubblico sottolineando che "questo incidente non ha alcun impatto sulla nostra organizzazione o sui nostri giocatori".

Il logo di Rockstar Games
Il logo di Rockstar Games

Sebbene ShinyHunters non abbia specificato l'esatta natura dei dati in suo possesso, le modalità dell'attacco hanno fatto parziale chiarezza. Poiché la violazione è avvenuta tramite uno strumento di terze parti utilizzato per monitorare i costi dei servizi cloud, gli esperti ipotizzano che i file non riguardino i codici o gli asset del gioco. È molto più probabile che i dati esposti includano documenti finanziari, piani di marketing, contratti e storici di spesa dei giocatori.

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La scelta di Rockstar di ignorare l'ultimatum è pienamente in linea con le direttive globali delle forze dell'ordine, che sconsigliano categoricamente di pagare i riscatti ai criminali informatici: cedere ai ricatti non fa che incentivare ulteriori furti e non offre alcuna garanzia che i dati rubati vengano effettivamente cancellati.

Inevitabilmente, la vicenda ha riportato alla memoria il famigerato e ben più grave attacco informatico del 2022, quando un hacker diciottenne, in seguito condannato da un giudice britannico e confinato in una struttura psichiatrica protetta, diffuse in rete i primissimi filmati di gameplay di GTA 6 molto prima dell'annuncio ufficiale.