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Kena: Bridge of Spirits arriva su Nintendo Switch 2 e funziona davvero bene

Dopo la conversione su Xbox, la giovane sciamana debutta anche sulla console della grande N, protagonista dell'ennesimo porting che non sfigura affatto.

SPECIALE di Lorenzo Kobe Fazio   —   28/03/2026
Un'immagine di Kena: Bridge of Spirits con la protagonista del gioco in primo piano e sulla sua spalla un simpatico Rot
Kena: Bridge of Spirits
Kena: Bridge of Spirits
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Sin dalla sua presentazione ufficiale, è stato subito messo in chiaro che Nintendo Switch 2, forte di una potenza hardware nettamente superiore rispetto alla console precedente, avrebbe puntato forte su tutta una serie di conversioni e adattamenti di giochi pubblicati e previsti anche sulle piattaforme concorrenti di Sony e Microsoft.

Sebbene non siano mancati i vari The Witcher 3: Wild Hunt e DOOM Eternal sulla prima versione della console ibrida della grande N, è evidente che si è passati da casi isolati, molto circostanziali e soprattutto caratterizzati da compromessi tecnici notevoli, ad una situazione sensibilmente differente.

Oltre alle numerose produzioni della stessa casa di Kyoto, Nintendo Switch 2 sta assistendo l'arrivo di tante nuove uscite di terze parti, come testimoniano Resident Evil Requiem e l'ormai prossimo Pragmata, sia di conversioni di titoli con qualche anno sulle spalle.

Dopo The Elder Scrolls V: Skyrim e Fallout 4, solo per citare due esempi piuttosto ravvicinati tra loro, più recentemente è toccato a Kena: Bridge of Spirits compiere questa traversata. Si tratta in questo caso di un'avventura che per toni e stile artistico, a ben vedere, si sposa alla perfezione con la filosofia che sorregge le piattaforme prodotte in quel di Kyoto. Manco a dirlo, anche questa volta ci troviamo di fronte ad un'ottima riedizione, nonostante qualche ovvio compromesso in termini visivi rispetto all'edizione originariamente pubblicata su PlayStation 4, PlayStation 5 e PC.

Un’avventura ancora godibile

Per chi non conoscesse affatto il gioco in questione, facciamo un piccolo passo indietro.
Kena, protagonista di quest'avventura tridimensionale che per palette di colori e stile si potrebbe accostare ad un lungometraggio della Pixar, è una guida spirituale, una sciamana per dirla in altri termini. Il suo compito è traghettare verso l'aldilà le anime tormentate dei boschi e della vallata che abita.

Il gioco è un efficace miscuglio di esplorazione e combattimenti, un'alternanza intermezzata dalla presenza di numerosi enigmi che dovrete risolvere aguzzando la vista, usando l'ingegno, affidandovi all'arco, alle bombe e, soprattutto, chiedendo la collaborazione dei Rot. Queste paffute creature andranno scovate all'interno dello scenario e il loro numero crescente vi permetterà via via di spostare massi, riparare costruzioni diroccate, sbloccare sentieri imprescindibili per progredire nella storia o che consentono il completamento di missioni secondarie.

Dopo un preambolo molto lineare che funge da tutorial, l'avventura si schiude in una sorta di hub, punto di congiunzione tra le diverse ambientazioni che dovrete esplorare per compiere il vostro dovere da sciamana. Nonostante la possibilità di selezionare il livello di difficoltà preferito e più consono alle proprie abilità con il pad, Kena: Bridge of Spirits si configura sin da subito come un'avventura tutt'altro che scontata e priva di difficoltà.

La giovane Kena, circondata dai Rot che è riuscita a scovare nelle ambientazioni
La giovane Kena, circondata dai Rot che è riuscita a scovare nelle ambientazioni

Tanto per cominciare, gli scontri con i nemici presuppongono una buona coordinazione per schivarne gli attacchi con tempismo. Soprattutto quando dovrete vedervela con mini-boss e boss, pur non sfoderando chissà quali e quanti schemi offensivi, sperimenterete sin dal primo colpo subito come gli avversari siano capaci di intaccare la barra di salute della giovane Kena. Inoltre, anche i puzzle non tardano ad incrementare la loro complessità, in perfetta sintonia con l'aumentare dei Rot al vostro seguito e degli strumenti e abilità di cui entrerà progressivamente in possesso la sciamana.

Se la sola missione principale si può completare in una dozzina di ore, anche se i completisti impiegheranno il doppio del tempo, visti i numerosi andirivieni necessari per ottenere gli oggetti richiesti, un backtracking mitigato da una buona distribuzione dei punti di teletrasporto nelle varie zone.

Completando missioni ed esplorando lo scenario, si ottengono crediti che potrete spendere per potenziare Kena e le sue combo offensive
Completando missioni ed esplorando lo scenario, si ottengono crediti che potrete spendere per potenziare Kena e le sue combo offensive

Come sottolineato nella recensione originale di Kena: Bridge of Spirits, si tratta di un titolo godibilissimo, un'avventura all'epoca sorprendente, ancora oggi perfettamente in grado di intrattenere ottimamente un pubblico a caccia di un'esperienza esteticamente ispirata e ludicamente impegnativa al punto giusto.

Questa magia è in grado di ripetersi anche su Nintendo Switch 2? La risposta, per farla breve, è assolutamente sì.

Bello da vedere, pur con qualche rinuncia

Questa conversione per Nintendo Switch 2, Kena: Bridge of Spirits ci ha immediatamente sorpresi per tre fattori, tutti ravvisabili già dopo pochi minuti dall'aver installato il gioco sulla propria console.

Innanzitutto, il file pesa pochissimo, poco più di 13 GB. La memoria interna, o l'SD inserita nella console, esulterà.

Kena: Bridge of Spirits è in grado di regalare panorami suggestivi anche su Nintendo Switch 2
Kena: Bridge of Spirits è in grado di regalare panorami suggestivi anche su Nintendo Switch 2

Inoltre questa versione può contare su tempi di caricamento rapidissimi, sia in modalità portatile, che sul televisore di casa, senza contare che tutti i filmati, compreso quello iniziale, non presentano alcun artefatto dovuto ad un'eccessiva compressione. Kena, gli altri protagonisti e lo splendido mondo di gioco si mostrano in tutto il loro splendore durante gli intermezzi anche su Nintendo Switch 2.

Il giudizio globale resta quindi ampiamente positivo, anche nelle sezioni giocate, nonostante qualche inevitabile compromesso. Rispetto alla versione PlayStation 5 il livello di dettaglio è naturalmente inferiore, paradossalmente più ravvisabile in modalità docked, dove le più generose dimensioni dello schermo mettono in risalto alcune texture sgranate e alcuni modelli poligonali vistosamente meno dettagliati. Sulla TV, tuttavia, si nota molto meno l'aliasing, più facilmente ravvisabile sul display di Nintendo Switch 2 anche su elementi in primo piano. Entrambe le modalità soffrono di un certo pop-in, per quanto mai troppo invadente, soprattutto con alcuni elementi della vegetazione. A stupire è senza dubbio la linea d'orizzonte di certi scenari, davvero ampissima e che lascia intravedere panorami ben definiti e per nulla avvolti da un'eccessiva nebbia fittizia. In generale, poi, soddisfano gli effetti luce, i riflessi dell'acqua, la quantità globale di dettagli che caratterizza ogni scenario.

Fortunatamente, durante i combattimenti non si notano particolari rallentamenti
Fortunatamente, durante i combattimenti non si notano particolari rallentamenti

Più controverso il discorso sul frame rate. Kena: Bridge of Spirits su Nintendo Switch 2 non si spinge oltre i 30fps. Di per sé, vista la natura del gioco, non è un valore deprecabile. La fluidità ne risente, il confronto con l'edizione per PlayStation 5 mette tanto più in evidenza questo limite. Tuttavia, si tratta di una scelta che influisce solo relativamente sulla godibilità dell'avventura e di cui si accorgeranno soprattutto tutti coloro che hanno già avuto modo di testare il gioco su hardware più performanti. Semmai, non si può soprassedere su alcuni rallentamenti che fanno capolino in situazioni a volte insospettabili. La maggior parte degli scontri, fortunatamente, non tradiscono cali nel frame rate, una solidità dovuta anche al fatto che spesso e volentieri si combatte in arene dalle dimensioni contenute. I singhiozzi si fanno più evidenti nella pura esplorazione, quando ci si ritrova in ambienti vasti, con una linea d'orizzonte ampia, e si effettua una rotazione della telecamera, mentre Kena corre a perdifiato. In queste situazioni, il calo diventa evidente. Difficilmente la perdita dei 30fps influisce sulla giocabilità, ma è inevitabile storcere il naso di fronte ai limiti tecnici della conversione, e dell'hardware su cui gira, per quanto rari siano questi casi.

Per il resto, non c'è molto altro da segnalare. Non ci sono contenuti inediti, pur essendo inclusi tutti gli aggiornamenti apportati con l'Anniversary Update. Si possono rimappare i comandi, ma non è previsto l'utilizzo degli accelerometri dei Joy-Con, né è presente il supporto alla modalità mouse.

A livello generale l'aspetto estetico di Kena: Bridge of Spirits è davvero ottimo
A livello generale l'aspetto estetico di Kena: Bridge of Spirits è davvero ottimo

In definitiva, se ancora non lo avete fatto, potrebbe essere finalmente arrivato il momento di dare una chance a Kena: Bridge of Spirits. Il gioco, oggi come ieri, è ancora perfettamente in grado di divertire. Le edizioni per PC e per le altre console sono naturalmente migliori sotto il profilo grafico, ma l'avventura di Ember Lab si sposa alla perfezione con la natura ibrida di Nintendo Switch 2. Complici anche dei tempi di caricamento ridottissimi, gustarsi in portabilità una rapida sessione, tra un impegno e l'altro, è quasi il modo migliore per viversi il viaggio mistico della giovane sciamana in procinto, lo ricordiamo, di ritornare con Kena: Scars of Kosmora, in uscita entro la fine di quest'anno su PC e PlayStation 5.