La settimana della Summer Game Fest si è rivelata davvero incredibile per la qualità dei tanti giochi presentati. Dopo anni di edizioni piuttosto sottotono, per la prima volta è sembrato di tornare all'epoca d'oro dell'E3, quando ogni conferenza aveva davvero qualcosa da dire. Dallo State of Play di Sony al Summer Game Fest di Keighley, passando per l'Xbox Games Showcase e infine il Nintendo Direct, ognuno di questi eventi ha portato annunci importanti che hanno entusiasmato gli appassionati di videogiochi, senza far mancare anche diverse sorprese inaspettate.
Non importa quale sia il genere preferito: tra tutte le conferenze andate in onda questa settimana c'è probabilmente almeno un gioco che non vedete l'ora di avere tra le mani. C'è solo un piccolo problema: il periodo d'uscita di gran parte di questi titoli.
Praticamente tutto arriverà tra settembre e i primi di ottobre, mesi da sempre molto affollati perché proiettati verso il periodo natalizio, ma che quest'anno rischiano di diventare ancora più problematici per un motivo evidente: il 19 novembre esce GTA VI e nessuno sembra disposto a lanciare il proprio gioco nello stesso periodo di quello che è probabilmente il videogioco più atteso della storia.
La scelta di non mettersi contro l'ambizioso colosso di Rockstar è pienamente comprensibile, ma siamo davvero sicuri che sia preferibile scontrarsi con una lunga serie di altri tripla A molto attesi, destinati inevitabilmente a contendersi la stessa fetta di pubblico? Il dubbio è più che legittimo.
Settembre infernale
Già prima dell'inizio della Summer Game Fest si poteva notare come l'inizio di settembre stesse diventando eccessivamente affollato, complice la conferma di titoli come The Blood of Dawnwalker in uscita il 3 settembre e Marvel's Wolverine il 15 settembre, oltre ad altri giochi interessanti, ma che magari non godono della stessa risonanza mediatica. Si iniziava insomma a percepire l'effetto GTA VI già da questi insoliti posizionamenti a inizio settembre, di produzioni che normalmente avrebbero puntato più verso ottobre.
Dopo le conferenze degli ultimi giorni il quadro è diventato chiarissimo. Tutti vogliono evitare GTA VI e hanno quindi deciso di concentrare le uscite tra settembre e la prima metà di ottobre. Per capire meglio la situazione, basta dare uno sguardo ad alcuni dei titoli più importanti confermati in questo periodo:
- The Blood of Dawnwalker - 3 settembre
- Marvel's Wolverine - 15 settembre
- Fire Emblem: Fortune's Weave - 17 settembre
- Control Resonant - 24 settembre
- Silent Hill: Townfall - 24 settembre
- Onimusha: Way of the Sword - 25 settembre
- Rayman Legends Retold - 1 ottobre
- Ace Combat 8: Wings of Theve - 2 ottobre
- Gears of War: E-Day - 6 ottobre
- Valor Mortis - 13 ottobre
- Castlevania: Belmont's Curse - 15 ottobre
Parliamo di oltre dieci tra i giochi più attesi dell'anno concentrati nell'arco di appena un mese e mezzo. La situazione diventa particolarmente critica nella seconda metà di settembre, quando nel giro di quarantotto ore arriveranno Onimusha, Control Resonant e il nuovo Silent Hill. Inizialmente era previsto anche l promettente soulslike in prima persona Valor Mortis che però ha deciso di cambiare la sua data di lancio al 13 ottobre, sicuramente meglio, ma sempre in mezzo alla tempesta di uscite. Non bisogna dimenticare poi che pochi giorni prima saranno già arrivati anche Fire Emblem e Marvel's Wolverine.
In questa lista non compaiono nemmeno altri titoli interessanti, magari più di nicchia, come Warhammer 40.000: Dawn of War IV e Trails in the Sky 2nd Chapter, entrambi previsti per il 17 settembre, oppure Star Wars: Galactic Racer, in arrivo il 6 ottobre.
La situazione ricorda un po' le cosiddette vacanze intelligenti di agosto. Per evitare il traffico si decide di partire alle cinque del mattino, salvo poi scoprire che milioni di altre persone hanno avuto la stessa identica idea.
Come se non bastasse, ci sono ancora diversi videogiochi previsti per l'autunno che non hanno una data precisa. Basti pensare a Lords of the Fallen II, annunciato per un generico autunno, a No Rest for the Wicked, la cui versione 1.0 arriverà a ottobre, oppure a The Duskbloods e al recente remake di The Legend of Zelda: Ocarina of Time annunciato all'ultimo Direct, entrambi fissati per il 2026 senza ulteriori dettagli. La situazione potrebbe quindi diventare persino peggiore di quanto non sia già oggi.
È perfettamente comprensibile che nessuno voglia confrontarsi con GTA VI e con l'incalcolabile risonanza mediatica che avrà a livello globale. Già i primi due trailer hanno monopolizzato le discussioni per giorni; è facile immaginare cosa accadrà quando il gioco arriverà effettivamente nei negozi.
D'altronde GTA V è diventato il secondo videogioco più venduto della storia in un'epoca in cui la cultura dell'hype era molto meno dominante e i social network non avevano ancora il peso attuale. L'uscita di GTA VI potrebbe fare in modo che, per mesi, nel mondo dei videogiochi non si parli praticamente d'altro. Un fenomeno simile a quello visto con Elden Ring, che aveva monopolizzato l'attenzione della community per settimane lasciando ben poco spazio ad altri titoli (Horizon Forbidden West docet). La differenza è che l'effetto di Elden Ring era difficile da prevedere, mentre quello di GTA VI lo considerano inevitabile praticamente tutti.
Eppure, per quanto possa sembrare follia dirlo ad alta voce, non tutti i videogiocatori vogliono giocare a GTA VI. Il titolo Rockstar è in grado di raggiungere un pubblico enorme, compresi molti giocatori occasionali, un po' come fanno EA Sports FC o Call of Duty, ma con una forza ancora maggiore. Esiste comunque una fetta di giocatori hardcore, magari minoritaria, che non è particolarmente interessata al gioco e preferisce altre esperienze.
Per questo motivo, uscire più vicino a GTA VI potrebbe rivelarsi meno devastante di quanto sembri e forse persino meno rischioso che lanciarsi in mezzo a quindici altri giochi molto attesi. Il vecchio mito secondo cui due titoli di genere diverso non si fanno concorrenza appare sempre meno convincente. Chi compra Onimusha, Silent Hill: Townfall o Control Resonant spesso è un giocatore appassionato che ama spaziare tra generi differenti. Molti apprezzano allo stesso modo action, horror e avventure narrative.
La realtà è che spendere 80 euro al lancio per ogni uscita è impossibile per la maggior parte delle persone, sia per motivi economici sia perché nessuno ha davvero il tempo di giocare tutto ciò che arriva in un periodo così congestionato. Il rischio per alcune software house è che le vendite iniziali risultino inferiori alle aspettative e, in un'industria sempre più orientata ai risultati immediati, performance sottotono possono tradursi rapidamente in licenziamenti o, nei casi peggiori, nella chiusura di interi studi, come abbiamo già visto accadere più volte negli ultimi anni.
Per questo motivo la speranza è che si assista a qualche rinvio ragionato, capace di concedere maggiore spazio a tanti titoli che meritano di avere una possibilità nel sempre più competitivo mercato videoludico. Forse la mossa più intelligente l'ha fatta Phantom Blade Zero, l'action wuxia di S-Game, che ha deciso di spostarsi dal 9 settembre al 29 ottobre: appena tre settimane prima di GTA VI, ma probabilmente in una posizione molto più favorevole per ritagliarsi la propria attenzione.
L’eterno problema del calendario
Il problema non si limita a settembre. La pressione del calendario si fa sentire già a fine agosto, quando il 27 del mese arrivano in contemporanea Star Wars Zero Company, lo strategico di Bit Reactor ambientato nell'universo di Star Wars, Resonance: A Plague Tale Legacy e la Metal Gear Solid: Master Collection Vol.2, tre uscite di un certo peso concentrate nello stesso giorno. Un segnale di come l'effetto GTA VI stia già ridisegnando il calendario delle uscite ben prima di settembre.
Anche ottobre, pur meno caotico del mese precedente, non offre la tregua che ci si potrebbe aspettare. Alla prima metà già affollata si aggiunge una settimana finale particolarmente intensa: Final Fantasy Resonance il 22 e Call of Duty: Modern Warfare 4 il 23 ottobre si sovrappongono a un giorno di distanza, con tutto ciò che ne consegue in termini di visibilità e attenzione mediatica contesa. Due titoli che in circostanze normali avrebbero probabilmente scelto date più distanziate, ma che finiscono per scontrarsi proprio mentre GTA VI si avvicina come un'onda inevitabile.
I problemi non si placano nemmeno dopo l'uscita di GTA VI. Anche febbraio 2027, infatti, si sta lentamente trasformando in un altro periodo infernale, congestionato da grandi produzioni. Al momento abbiamo Tomb Raider: Legacy of Atlantis programmato per il 12 febbraio, seguito da Persona 4: Revival il 18 febbraio e Fable il 23 febbraio, a cui si aggiunge Metro 2039, che per ora indica come finestra di lancio un generico febbraio.
Ci sono poi Exodus, l'action RPG ispirato a Mass Effect, previsto per l'inizio del 2027 e che rischia di collocarsi proprio in questo periodo, così come Resident Evil Veronica o Wo Long 2, entrambi candidati a uscire entro la fine dell'anno fiscale, fissata a marzo 2027.
Anche se quest'anno il problema è particolarmente evidente a causa della presenza del sesto capitolo di Grand Theft Auto, il fenomeno del sovraffollamento delle uscite non è certo una novità. Da anni esistono periodi particolarmente congestionati, che tradizionalmente coincidono con ottobre-novembre e febbraio-marzo.
In realtà, trovare finestre più tranquille per pubblicare nuovi giochi sta diventando sempre più difficile proprio a causa dell'enorme quantità di titoli che arrivano ogni anno sul mercato. Persino l'estate, che una volta rappresentava un periodo di relativa calma e che molti videogiocatori dedicavano a smaltire il proprio backlog, è diventata terreno fertile per uscite importanti. Basti pensare che Baldur's Gate 3 arrivò all'inizio di agosto.
Durante l'apertura della Summer Game Fest, Geoff Keighley ha ricordato che dall'inizio del 2026 sono stati pubblicati oltre 9.000 giochi su Steam. Una buona parte di questi è senza dubbio composta da AI slop o da produzioni di qualità molto discutibile, come quelle che ormai popolano anche gli store delle console. Tuttavia, anche ipotizzando che soltanto un decimo di questi titoli sia rappresentato da progetti indipendenti realizzati con serietà, si tratta comunque di numeri enormi che rendono sempre più difficile ottenere visibilità.
Sono proprio gli sviluppatori indipendenti a soffrire maggiormente questa situazione, soprattutto quando non possono permettersi nemmeno quel minimo investimento in marketing necessario per far circolare il nome del proprio gioco. Uscire a ridosso di un grande tripla A può significare sparire completamente dai radar del pubblico.
A questo problema non esiste una vera soluzione. Nessuna azienda si siederebbe attorno a un tavolo con le concorrenti per distribuire in modo equo le finestre di lancio. Già il processo di sviluppo è spesso complesso e imprevedibile; inoltre, chi sarebbe disposto a rinunciare volontariamente a quello che considera il periodo migliore per favorire un titolo rivale? Probabilmente nessuno.
Sarebbe però auspicabile una distribuzione più equilibrata. Anche se ormai non esistono mesi completamente privi di uscite, è evidente che alcuni periodi risultano molto meno affollati di altri. Dicembre e gennaio, ad esempio, oppure giugno e luglio, continuano a essere generalmente meno congestionati rispetto ai classici mesi caldi dell'industria.
D'altronde, se un gioco è valido, può ottenere ottimi risultati anche lontano dai periodi tradizionalmente considerati più importanti dal punto di vista commerciale, soprattutto se beneficia di una concorrenza ridotta. Lo ha dimostrato di recente 007 First Light (ecco la nostra recensione), che ha superato i tre milioni di copie vendute in una finestra in cui aveva pochissimi concorrenti diretti. Se fosse arrivato a settembre, probabilmente avrebbe avuto molte più difficoltà a raggiungere lo stesso risultato.
Un altro cambiamento necessario riguarda il modo in cui vengono percepiti i rinvii, spesso visti come un fallimento. Fortunatamente, dopo il caso Cyberpunk 2077 e i numerosi posticipi verificatisi nel periodo successivo alla pandemia, oggi il pubblico tende a considerare i rinvii in maniera meno negativa rispetto al passato. È importante che le software house possano sentirsi libere di modificare la propria finestra di lancio quando il contesto diventa improvvisamente sfavorevole, magari perché si ritrovano circondate da produzioni molto più grandi che rischiano di oscurarle, senza dover fornire continue giustificazioni. Un po' come hanno fatto giustamente gli sviluppatori di Valor Mortis, che hanno detto espressamente di aver spostato il gioco per evitare il confronto con Control Resonant.
Alla fine, la cosa più importante per un videogioco è arrivare sul mercato nelle migliori condizioni possibili. Se il rischio è quello di non avere lo spazio necessario per emergere, allora può essere più sensato rimandarne l'uscita, anche nel caso in cui il progetto sia già sostanzialmente pronto.
La speranza, dunque, è che da qui a settembre arrivi qualche rinvio ragionato, una soluzione che farebbe bene a molti dei giochi previsti in quel periodo. Se ciò non dovesse accadere, il rischio è quello di assistere a un vero e proprio bagno di sangue commerciale. Forse, però, una situazione del genere potrebbe anche insegnare qualcosa a diversi studi, spingendoli a riflettere con maggiore attenzione sulla scelta delle finestre di lancio, guardando non solo all'interno delle proprie mura, ma anche a ciò che accade nel resto dell'industria. Nel frattempo, non resta che prepararsi al peggio.
Per conoscere i dettagli della nostra policy editoriale, è disponibile la pagina etica.