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Marathon - La maratona verso la recensione: Parte 2

Le prime quindici ore con la versione completa di Marathon sono state prima dolorose e poi sorprendenti!

PROVATO di Francesco Serino   —   10/03/2026
Marathon
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Che peccato vedere le discussioni su Marathon ruotare quasi totalmente attorno all'odio. Sono in tanti ad aspettare il fallimento dell'ultimo gioco Bungie: i fan di Destiny che vedono il loro amato mondo invecchiare, i fan del primo Marathon che non sopportano vederlo trasformato in un'esperienza online, gli innamorati di Arc Raiders che non vogliono intromissioni nelle loro community. Infine i guardiani armati del gameplay, coloro che leggono i numeri di Marathon in tempo reale e ad ogni picco mancato sperano che PlayStation recepisca il messaggio: solo single player, o torniamo ai flipper.

Eppure dopo le prime e poco entusiasmanti ore passate insieme al gioco completo, qualcosa è cambiato nella percezione dei giocatori, proprio come è cambiata la mia.

Cos'è Marathon?

Tra tanto rumore c'è anche chi se ne lamenta con intelligenza. Marathon non è perfetto e Bungie, chiusa nel suo fortino, non sta aiutando il progetto. La comunicazione interna al gioco è molto buona in questi primi giorni, ma è quella che dovrebbe coinvolgere e convincere chi tentenna a latitare. Perché "John Bungie" non fa un video che spiega qual è la visione del gioco? Io lo farei, anche perché io stesso ero in parte prevenuto nei confronti di Marathon, e i primi due giorni online sono stati a dir poco disastrosi.

Le mappe sono studiate più per dare respiro al PVP che per il tipico extraction shooter
Le mappe sono studiate più per dare respiro al PVP che per il tipico extraction shooter

Marathon va capito, arrivandoci da altri giochi non è facile perché pensi che valgano le stesse regole e invece no, non è affatto così. È quando smetti di chiedergli le avventure di Arc Raiders, o la profondità pseudosimulativa di Escape from Tarkov, che questo gioco inizia a mostrarsi per quello che è: un extraction nelle regole di base, ma giusto per dare senso e continuità a un team deathmatch sopraffino. Sì, puoi raccogliere oggetti ed estrarre, e a volte può anche andarti bene, ma se non parti con l'idea che dovrai combattere, e farlo bene, allora hai perso in partenza, non potrai che chiudere la partita con amarezza.

Il paradiso del PVP?

I primi due giorni con Marathon avevo tutt'altra idea in testa e lo ritenevo troppo lento nei movimenti e troppo veloce in combattimento: come fai a interagire con gli altri se questi possono ucciderti in un battito di ciglia? Effettivamente c'è solo un modo: menarli prima che loro menino te. Vederli e sentirli prima che lo vedano e sentano te. E le mappe? Inizialmente mi sembravano contemporaneamente troppo grandi e troppo piccole, piene di vicoli ciechi, anche ripetitive. "Se gli togli i colori fluorescenti, nemmeno così spettacolari", dicevo.

Effettivamente quelle di Marathon non sono delle buone mappe per gli extraction shooter che abbiamo conosciuto fino ad oggi, il loot è anche piuttosto raro quindi se è aprire cassetti e casseforti la tua passione più grande, questo gioco non fa chiaramente per te. Le mappe di Marathon sembrano invece appositamente studiate per incentivare lo scontro, convergono verso inferni centrali, diramano in campi di battaglia prima che in zone di loot.

La modalità solitaria con Rooks ti infila in partite che stanno già abbondantemente a metà, non puoi nemmeno portare a termine le missioni, ma questo proprio perché il punto è il PVP, è spazzar via un'intera squadra senza che nemmeno abbiano il tempo di proferire parola. Perdi tutto? Nessun problema, puoi vincere anche con i kit equipaggiamento che il gioco ti elargisce continuamente in modo gratuito. Devi comunque stare sempre con i muscoli tirati, smettere di guardare in modo diverso giocatori avversari e nemici controllati dal computer perché, s'impara presto, sono letali allo stesso modo. A volte sembrano anche comportarsi allo stesso modo!

No, non è attivando la modalità daltonismo che il gioco apparirà finalmente normale. Viva i colori!
No, non è attivando la modalità daltonismo che il gioco apparirà finalmente normale. Viva i colori!

Mi capita spesso di uccidere un avversario pensando che sia un bot e poi vederlo strisciare a terra come solo a un giocatore è permesso fare. Tra l'altro, strisciando feriti si lascia una vistosa scia di sangue blu che può portare gli avversari sulle proprie tracce.

Che classe!

Sto imparando ad apprezzare, e molto, anche le diverse classi personaggio presenti, le loro abilità uniche. Sta anche accadendo una cosa strana che, a mio parere, conferma quanto bene siano studiate: ne sento la mancanza quando non ci sono, non solo del sempre utile dottore, ma anche degli altri che con i loro poteri potrebbero svoltare una situazione particolarmente complessa, o inventarsi vie di fuga che noi non possiamo considerare. È molto vicino al PVP di Destiny 2, che tra l'altro è la modalità che personalmente ho apprezzato di più di quel gioco, ma in un contesto più aperto e naturalmente legato alle meccaniche inventate strada facendo dagli extraction shooter.

Portare a termine le missioni non è affatto facile...
Portare a termine le missioni non è affatto facile...

Anche portare a termine le missioni è durissimo, alcune le puoi spalmare in più partite, ma altre vanno completate in un singolo tentativo. E per apprezzare tutto questo servono buoni gruppi, come in Destiny qui si lavora e si sopravvive prevalentemente spalla a spalla, è un cameratismo sci-fi che vincola in modo particolare, ma che se non viene rispettato fa crollare il divertimento. Tutte le volte che il gruppo in cui sono finito iniziava a non collaborare ne è emersa solo frustrazione. Ci si può anche dividere di tanto in tanto, ma rimanendo sempre in contatto, sempre in prossimità di una mano che vuoi dare perché prima o poi servirà anche a te.

Poco cinema, tanto agonismo

Una volta decodificato il suo apparentemente misterioso gameplay, Marathon acquista finalmente un senso. La sua unicità, per fortuna, non è data solo dalla peculiare direzione artistica, ma proprio nel modo particolare in cui declina il genere, lo fa suo, offrendo ai giocatori qualcosa che effettivamente non c'era, oltre che di qualità altissima. È un'innovazione meno sociale di quella offerta da Arc Raiders, forse anche meno streamabile perché non può offrirti momenti particolarmente folli, interazioni inaspettate particolarmente complesse.

Senza un buon gruppo alle spalle, c'è però ben poco da fare
Senza un buon gruppo alle spalle, c'è però ben poco da fare

In Marathon non puoi sperare di vincere per caso, con un tuffo nel vuoto contro tutto e tutti, dopo una fuga spericolata, con l'aiuto di amici inaspettati: solo una performance di alto livello può farti tornare a casa. Non è cinema, è agonismo. Il problema è che lo devi comprendere da solo, il gioco non te lo dice, Bungie non lo spiega, e l'unica cosa che resta da fare è provarlo in prima persona, ma per farlo è necessario spendere dei soldi. Inoltre le prime ore di gioco più che fare chiarezza confondono, ed è forse proprio questo incastro che ne sta limitando il successo. Ci sono poi altre criticità di cui parleremo approfonditamente durante la recensione, ma oltre la cortina di odio il gioco c'è e potrebbe persino fare al caso vostro. L'ambientazione inoltre sembra nascondere molto altro e tra le mappe c'è anche chi sta iniziando a trovare misteri molto più grandi di quelli inizialmente previsti, misteri che forse solo un'intera community insieme potrà risolvere.

I disfattisti possono iniziare a scegliersi la loro prossima vittima: Bungie non ha improvvisamente dimenticato come si fanno buoni giochi e Marathon non è nemmeno lontanamente quel disastro che tutti abbiamo temuto, e alcuni persino sperato.