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Star Wars: Galactic Racer, abbiamo provato il ritorno degli sgusci tra corse e roguelike

Abbiamo guidato in anteprima il racing arcade di Fuse Games (ex Criterion): campagna roguelike, podracer e tre tipi di speeder.

PROVATO di Vincenzo Lettera   —   23/06/2026
L'illustrazione di copertina di Star Wars: Galactic Racer
Star Wars: Galactic Racer
Star Wars: Galactic Racer
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Nell'ufficio di Fuse Games a Guildford, tra repliche di speeder, droidi e caccia spaziali, c'è un corridoio tappezzato con le fotografie degli sviluppatori da bambini. Molti di loro avevano quell'età o erano appena adolescenti quando La Minaccia Fantasma uscì al cinema, avvicinando una generazione nuova alla saga di Star Wars attraverso battute e scene memorabili: tra queste, senza dubbio, spiccava la gara degli sgusci (o podracer, in lingua originale).

"Quando abbiamo fondato il nuovo team, avevamo un mucchio di idee diverse per il nostro primo gioco", ha detto il creative director Kieran Crimmins durante un evento per la stampa. Alcune di queste idee erano fuori dall'ordinario, ma la stragrande maggioranza apparteneva al genere dei racing, visto che il team è composto soprattutto da esperti di giochi di guida che hanno lavorato a Need for Speed e Burnout. "Nel frattempo, però, ci eravamo anche guadagnati la fiducia di alcuni contatti in Lucasfilm Games".

Composto in buona parte da ex sviluppatori di Criterion, lo studio inglese aveva infatti già lavorato con l'universo di Star Wars, prima realizzando una missione con gli speeder nello Star Wars: Battlefront del 2015, e poi di nuovo quando gli venne chiesto di curare la modalità coi caccia stellari in Star Wars Battlefront 2. Con Star Wars: Galactic Racer l'intenzione era però di creare un gioco di corse moderno, frenetico, una sorta di erede spirituale del classico Star Wars Episode I: Racer per Nintendo 64.

Rogue(like) Squadron

Nei giochi di guida arcade è ormai la norma trovare una modalità storia con personaggi più o meno interessanti. Screamer lo ha fatto attraverso una sorta di visual novel con filmati in stile anime, la serie F1 da diversi anni racconta una carriera con la modalità Braking Point, mentre all'orizzonte c'è Clutch che preannuncia avere una campagna ancora più articolata e con un taglio parecchio cinematografico.

Gli sviluppatori di Galactic Racer, dal canto loro, non potevano lasciarsi sfuggire l'occasione per aggiungere un loro pezzetto a quell'enorme mosaico narrativo che è il canone di Star Wars. La storia è ambientata dopo gli eventi raccontati dalla trilogia originale: l'Impero Galattico è caduto e la Nuova Repubblica è troppo impegnata a ricostruire per accorgersi che, nei bassifondi di ogni pianeta, i topi hanno ripreso a ballare. Malviventi, giocatori d'azzardo, cacciatori di taglie e organizzatori di corse clandestine sono tornati in attività, alla ricerca di fama e denaro. Tra questi c'è Darius Pax, un amante delle corse estreme che, memore dei tempi d'oro in cui i podracer erano uno spettacolo in tutta la galassia, ha messo in piedi un campionato di gare illegali e pericolose chiamato Galactic League.

Soltanto che Pax è in paranoia: pensa che l'attuale campione - tale Kestar Bool - stia guadagnando troppa influenza e gli voglia soffiare il controllo sulla competizione. Si giocherà quindi nei panni di Shade, un pilota mascherato che viene assoldato da Pax per partecipare alla Galactic League e battere Kestar Bool per fargli perdere credito e sponsor.

Kestar Bool, il campione spocchioso e corrotto della Galactic League. L'obiettivo del giocatore sarà batterlo e fargli abbassare la cresta
Kestar Bool, il campione spocchioso e corrotto della Galactic League. L'obiettivo del giocatore sarà batterlo e fargli abbassare la cresta

L'aspetto più interessante della campagna non è tanto la sua premessa narrativa (che rientra nella classica storia dell'underdog sconosciuto che arriva e si fa strada fino alla vetta), ma il tipo di progressione scelto dagli sviluppatori. Anziché essere raccontato in maniera lineare, capitolo dopo capitolo, la campagna ha una struttura tipicamente da roguelike, per cui bisogna scegliere via via le sfide da affrontare, ognuna con i suoi rischi e le diverse ricompense.

A volte bisogna scegliere tra una normale gara o una sfida a eliminazione in stile battle royale, una prova di velocità oppure un testa a testa contro un avversario misterioso, correndo sui tracciati di diversi pianeti fino alla sfida con il boss di turno. Boss che, una volta battuto, permette di accedere all'atto successivo e proseguire nella storia. Immaginate se Hades fosse un gioco di corse, solo che al posto delle armi potete scegliere tra tre diversi tipi di speeder, potenziarli e sbloccare nuove abilità, stili e componenti.

La progressione della campagna single-player è quella tipica dei roguelike, con sfide e ricompense diverse in base al percorso scelto
La progressione della campagna single-player è quella tipica dei roguelike, con sfide e ricompense diverse in base al percorso scelto

Questo vuol dire anche che un tentativo può andare male e terminare con una sconfitta, costringendo a ricominciare da capo, ma con la possibilità di portarsi dietro alcuni potenziamenti sbloccati. È una formula che di recente è stata adottata in maniera simile anche in Carmageddon: Rogue Shift, ma che in Star Wars: Galactic Racer ha un taglio più cinematografico per via di scene d'intermezzo e dialoghi tra personaggi che portano avanti la storia e le diverse rivalità.

Crimmins spiega che una delle cose che volevano ottenere con questa struttura era la sensazione che tutto avesse delle conseguenze. Non solo il tipo di gara scelto e il risultato ottenuto, ma anche i potenziamenti che si ottengono, la build che si costruisce, la scelta del veicolo, dello stile e delle abilità. "Affinché queste contino ci deve essere una conseguenza per le scelte che fai e i risultati che ottieni. Quindi se hai un pulsante di riavvolgimento o puoi semplicemente ripetere una gara persa, allora tutte le tue scelte non contano più".

Tra le diverse gare bisognerà spendere i crediti ottenuti per ottenere nuove parti e potenziare le caratteristiche dello speeder
Tra le diverse gare bisognerà spendere i crediti ottenuti per ottenere nuove parti e potenziare le caratteristiche dello speeder

La struttura da roguelike invoglia poi a sperimentare e provare cose diverse, adattare la strategia in base ai potenziamenti ottenuti o, viceversa, spendere i crediti in modo da favorire uno stile di gioco anziché un altro. "Avere un sistema di progressione che ti permette di resettare per poi ricostruire incoraggia naturalmente a esplorare le possibilità di gameplay. I giocatori sperimenteranno molto di più di quanto potrebbero fare se non venissero spinti a farlo".

Jabba the Hub

Nelle pause tra una gara e l'altra, il giocatore può anche esplorare il paddock del tracciato, una piccola area che funge da hub. Qui può spendere crediti per potenziare e personalizzare lo speeder, chiacchierare con altri piloti e personaggi, e portare avanti alcune attività che saranno sbloccate man mano che si avanza tra i vari atti della storia.

Il paddock della gara è una piccola area esplorabile in terza persona, in cui interagire con altri personaggi e ottenere alcuni retroscena sulla storia
Il paddock della gara è una piccola area esplorabile in terza persona, in cui interagire con altri personaggi e ottenere alcuni retroscena sulla storia

Poteva essere un semplice menù, certo, ma l'intenzione degli sviluppatori era duplice: da un lato mostrare al giocatore come cambia la sua reputazione tra gli altri personaggi via via che vince le gare, e dall'altro far respirare un po' di sana aria starwarsiana, permettendo di curiosare tra i pettegolezzi al bar, vedere la fauna del posto, mentre un ex-pilota di TIE Fighter sistema la sua speeder bike o un Blurrg schiaccia un piccolo droide pit.

Non ci sono brani particolarmente memorabili tra quelli ascoltati, ma la musica fa un buon lavoro nell'accompagnare i momenti più adrenalinici delle gare e creare un climax verso la fine dell'ultimo giro
Non ci sono brani particolarmente memorabili tra quelli ascoltati, ma la musica fa un buon lavoro nell'accompagnare i momenti più adrenalinici delle gare e creare un climax verso la fine dell'ultimo giro

Questi momenti non saranno però mai troppo intrusivi: "penso che abbiamo un'ottima cadenza tra momenti di intensità e momenti lenti", spiega il creative director. "Vogliamo che i giocatori possano prendersi un momento di pausa prima di tornare a fare cose intense. Il percorso per raggiungere la prossima gara è però molto breve, quindi chi vuole solo gareggiare può farlo davvero in una manciata di secondi".

Non solo podracer

All'inizio della campagna di Star Wars: Galactic Racer sarà possibile guidare tre diverse tipologie di bolidi:

    Swg Land
  • Landspeeder: è il veicolo più adatto ai neofiti, quello più semplice da manovrare e più equilibrato. Ha un buon bilanciamento sia per quanto riguarda la capacità di curvare derapando, sia per le velocità raggiunte in rettilineo. Si guida come una macchina da rally e l'attenzione è tutta sul drifting in curva. È anche abbastanza massiccio, quindi rimane piuttosto stabile se viene tamponato da un avversario.
  • Swg Bike
  • Speeder bike: l'equivalente di una motocicletta, ha come punto di forza un'accelerazione impressionante, però richiede un po' di pratica nelle curve, altrimenti molto larghe. Per via delle piccole dimensioni viene scaraventato facilmente via dagli altri mezzi, ma riesce a sgusciare più agilmente in mezzo a tunnel stretti e ostacoli.
  • Swg Skim
  • Skim speeder: è un tipo di veicolo completamente nuovo, più vicino a un caccia stellare che a un normale speeder. Curva inclinandosi, è difficile da controllare e la grandezza ingombrante lo rende un problema negli spazi stretti. In compenso raggiunge velocità massime senza eguali.

Ogni vettura può salire di livello, può essere personalizzata esteticamente (con livree e colori sbloccabili) e si può potenziare in varie caratteristiche, dalla capacità di derapare a quella di resistere agli urti, dall'energia disponibile per attivare le abilità alla velocità massima raggiunta. La propria "build" può essere ulteriormente arricchita sbloccando ed equipaggiando tratti extra e modificatori che si sbloccano gareggiando oppure ottenendo il rispetto di fazioni e altri personaggi. In certi casi con effetti banali (per esempio, "puoi schiantarti una volta in più durante la gara") ma in altri con dei bonus molto più importanti, e che possono spingere a giocare in modo assai diverso.

"Molto veloci, molto pericolose"

I primi istanti con Star Wars: Galactic Racer, a dire il vero, traggono in inganno: una sequenza iniziale serve a introdurre ai diversi pianeti, alle tipologie di speeder e ai controlli basilari. La sensazione iniziale è che il gioco non sia poi così veloce e frenetico, anche per via di rettilinei molto larghi, pochi ostacoli e avversari non molto aggressivi. Niente di più sbagliato: già alle prime gare, quelle vere, si comincia a sfrecciare tra canyon, tunnel, rampe di lancio e relitti di Star Destroyer; il sistema di turbo (chiamato Ramjet) coi motori che si surriscaldano e si raffreddano è il perno dell'intera esperienza di guida.

Attivare lo scudo al momento giusto è fondamentale e, visto che nel team di sviluppo ci sono veterani della serie Burnout, non poteva mancare nemmeno l'equivalente dei takedown.

Su Ando Prime i motori dello speeder si ghiacciano in pochi secondi. Per riscaldarli bisogna passare in questi piccoli tunnel, ma occhio a non schiantarvi
Su Ando Prime i motori dello speeder si ghiacciano in pochi secondi. Per riscaldarli bisogna passare in questi piccoli tunnel, ma occhio a non schiantarvi

"Per aumentare la percezione di velocità ci sono un milione di trucchi di telecamera e di profondità di campo: l'elenco delle cose che aiutano a far provare quella sensazione è praticamente infinito", racconta Crimmins. "Sapevamo di dover dare al giocatore un senso di velocità intenso e veloce. È uno degli aspetti che amavo del gioco per Nintendo 64, ma è anche un tratto che abbiamo sempre curato anche in altri nostri giochi. In questo contesto è fondamentale, però penso sia altrettanto importante creare un'escalation per il giocatore. Ad esempio, i podracer sono l'apice dei veicoli da corsa nell'universo di Star Wars. Quindi sapevamo che la nostra sensazione di velocità più alta doveva essere raggiunta solo una volta ottenuti quelli. Allo stesso tempo, anche gli altri speeder possono diventare incredibilmente veloci. Quindi, piuttosto che far sembrare tutto sempre incredibilmente veloce fin dall'inizio, abbiamo deciso di far percepire questa crescente intensità man mano che si potenzia il veicolo".

Lo sguscio di Sebulba può attaccare gli avversari ai lati attraverso delle letali fiammate
Lo sguscio di Sebulba può attaccare gli avversari ai lati attraverso delle letali fiammate

Esattamente come Anakin smanettava con una dozzina di pulsanti, levette e interruttori per guidare il suo podracer, anche nel videogioco gli sviluppatori hanno voluto ricreare quella stessa sensazione "meccanica" alla guida: all'inizio di ogni gara bisogna per esempio attivare i motori dello speeder attraverso combinazioni di tasti. Per attivare il Ramjet, per esempio, è necessario prima spingere lo stick destro e poi premere un tasto, quasi come si volesse levare la sicura per entrare in velocità smodata.

Il gioco supporterà sfide in multiplayer fino a 12 giocatori
Il gioco supporterà sfide in multiplayer fino a 12 giocatori

Anche in questo caso, Star Wars Episode I: Racer è stato una palese fonte d'ispirazione: "È una cosa che dovevamo avere per forza, era ovvio fin dal primo giorno. La meccanica del turbo nel gioco per Nintendo 64 è davvero interessante. Devi tipo spingere in avanti e fare un sacco di cose per attivarla, ma ti faceva sentire davvero come se fossi dentro l'abitacolo a premere pulsanti".

I pianeti del gioco

I designer delle piste di Star Wars: Galactic Racer si sono decisamente sbizzarriti tra circuiti pieni di scorciatoie, rampe, ostacoli e curve strette, ma ciascuno dei pianeti introduce sfide diverse e meccaniche da tenere in considerazione. Per la scelta delle ambientazioni, Fuse Games ha ripreso i classici biomi già visti mille volte nell'immaginario di Star Wars: c'è quindi il pianeta desertico, quello boschivo, quello innevato e quello con la lava, eppure ognuno di questi ha una caratteristica meccanica e delle sorprese che lo rendono meno banale.

Jakku, il pianeta visto in Episodio 7, è stato scelto proprio per permettere di creare percorsi angusti e spettacolari tra le rovine di caccia stellari e Star Destroyer. Su Lantaana si trovano invece sia foreste tropicali che fiumi di lava: correre sul magma fa surriscaldare i motori e spinge subito a spostarsi verso l'acqua del fiume. C'è poi Sentinel One, che è un pianeta con laghi acidi su cui è possibile restare appena pochi secondi, oppure Darven Acos, che è una sorta di pianeta-stadio dove tutto ciò che hai imparato attraverso l'intera esperienza e tutto ciò che hai nella tua build e che potresti voler usare, viene in un certo senso messo alla prova in un unico posto, in una specie di grande arena.

Gli skim speeder si pilotano più come dei caccia spaziali che non come dei normali veicoli da corsa
Gli skim speeder si pilotano più come dei caccia spaziali che non come dei normali veicoli da corsa

Forse il più interessante di tutti è Ando Prime: il pianeta ghiacciato già visto su Nintendo 64 è stato completamente ripensato. Correre negli spazi aperti porta i motori a congelarsi rapidamente, rendendo lo speeder difficilissimo da controllare: bisogna così cercare di infilarsi in strettissime e pericolose fonti di calore, che riscaldano la vettura e permettono di guadagnare qualche secondo; oppure si può decidere di tenere i motori congelati in modo tale da spingere il Ramjet senza che si surriscaldino ed esplodano. Rischio e ricompensa, finché non si slitta fuori pista e ci si schianta.

Questo è pod racing!

Dopo un'ora abbondante passata nella modalità storia e terminato il primo atto, è arrivato il momento di riportare ai box gli speeder e fare qualche gara alla guida dei cari vecchi podracer de La Minaccia Fantasma. Il creative director dello studio non si è sbilanciato troppo, ma ha assicurato che i podracer verranno introdotti nella campagna "in una maniera interessante". Di sicuro saranno giocabili nella modalità arcade e in alcuni scenari speciali. Uno di questi non poteva che essere ambientato a Tatooine, nell'iconico circuito di Mos Espa: l'obiettivo era guidare nei panni di Sebulba e vincere una gara contro alcuni volti ben noti ai fan, come Ratts Tyerell e Ben Quadinaros. Mancava all'appello un certo Skywalker, ma davvero vogliamo credere che non sarà sbloccabile anche lui?

La visuale in prima persona è estremamente spettacolare, ma buona fortuna a zigzagare nei tunnel di Tatooine senza saltare per aria
La visuale in prima persona è estremamente spettacolare, ma buona fortuna a zigzagare nei tunnel di Tatooine senza saltare per aria

Per il resto, l'esperienza alla guida dei podracer è esattamente come la immaginavamo quando, al cinema e col fiato sospeso, guardavamo il film del 1999. Rispetto agli altri speeder, i podracer sono delle saette: veloci e agilissimi, ma basta un soffio per farli andare in mille pezzi. Attraversare tunnel e piccoli canyon, infilarsi in mezzo a due o più avversari, o anche solo fare una curva un po' più stretta, è questione di centimetri, di riflessi e di continue decisioni da prendere: esitate anche solo un secondo e siete cibo per bantha.

Quando si gioca con gli sgusci, anche l'interfaccia strizza l'occhio a quella del vecchio gioco per Nintendo 64, e ogni tanto viene voglia di passare all'inquadratura in prima persona per avere un'esperienza ancora più immersiva e cinematografica. Considerato quanto sono divertenti, la speranza è che le gare con questi bolidi non siano solo un piccolo extra per degli scenari ad-hoc o un gran finale della storia, ma che gli venga dato il giusto spazio anche nelle altre modalità. Purtroppo tra le musiche ascoltate finora non sembrano esserci temi particolarmente memorabili o interessanti, ma che energia quando si rimonta una gara all'ultimo giro e l'accompagnamento musicale incalza ed esplode sul rettilineo finale.

Dopo un'ora e mezza passata con Star Wars: Galactic Racer, la voglia era di tornare immediatamente a sfrecciare tra i ghiacciai di Ando Prime e i canyon di Mos Espa. L'esperienza di Fuse Games nel genere dei giochi di corse si sente tutta, col risultato che il suo nuovo gioco può parlare non solo ai fan di Star Wars, ma a tutti gli appassionati delle gare superveloci. Le gare sono furiose e adrenaliniche, il design dei tracciati è infame e sorprendente, e la modalità storia in stile roguelike è un'interessante idea per giocare e rigiocare la campagna, sperimentare con diverse build e dedicarsi a sbloccare nuove sfide, abilità e personalizzazioni. Resta il dubbio sulla quantità effettiva di contenuti: l'impostazione roguelike permette di allungare e aggiungere rigiocabilità alla campagna, ma quanti tracciati, pianeti e sfide saranno contenuti nel gioco finale? Per scoprirlo ci toccherà attendere ancora un po', col gioco che è previsto per PS5, Xbox e PC il prossimo 6 ottobre.

CERTEZZE

  • Le gare sono veloci, frenetiche e imprevedibili
  • L'impostazione roguelike è originale e invoglia a sperimentare
  • Il design delle piste sembra ottimo

DUBBI

  • Musica competente ma non memorabile
  • Sulla quantità di contenuti
Per la realizzazione dell'anteprima siamo stati invitati a un evento stampa negli uffici di Fuse Games. Le spese di viaggio sono state coperte dal publisher.
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