Battlefield: EA rivoluziona la serie, ma prima deve riconquistare la fiducia dei giocatori

EA vuole trasformare Battlefield in un universo connesso con giochi e progetti da più team, ma prima di tutto c'è da riconquistare la credibilità persa con Battlefield 2042.

NOTIZIA di Stefano Paglia   —   03/12/2021
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EA intende rivoluzionare la serie Battlefield costruendo un nuovo universo espanso e connesso con giochi realizzati da più team di sviluppo, puntando anche a nuove tipologie di esperienze e modelli di business. Non è un caso che questa dichiarazione di intenti arrivi a poche settimane dal lancio di Battlefield 2042, un capitolo dalle aspettative altissime ma che alla prova dei fatti è stato un mezzo disastro. Tuttavia per un piano di rilancio così importante serviranno delle fondamenta stabili e riconquistare la credibilità e la fiducia degli utenti.

Per chi si fosse perso le ultime novità, la giornata di ieri ha fondamentalmente segnato l'inizio di una nuova era per il franchise di Battlefield, con cambiamenti importanti ai vertici di DICE e nuove prospettive per il futuro. Nello specifico il volto della serie, il general manager Oskar Gabrielson ha annunciato che lascerà la compagnia, poche settimane dopo un altro addio importante, ovvero quello dell'head of design Fawzi Mesmar.

Al tempo stesso, Vince Zampella, un uomo che nel curriculum può vantare giochi del calibro di Call of Duty, Medal of Honor e Apex Legends, prenderà le redini del franchise, con l'obiettivo di costruire un "universo connesso" caratterizzato da più progetti di natura differenti. A tal proposito, altra novità importantissima: Marcus Lehto, il papà di Halo, lavorerà alla serie con il suo nuovo team di sviluppo situato a Seattle.

Insomma, cambiamenti importanti ai vertici, ma cosa possiamo aspettarci davvero da questo universo connesso di Battlefield? Si è parlato di più giochi, con personaggi e linee narrative condivise, quindi non è da escludere una ristrutturazione della serie per avvicinarsi al modello di Call of Duty, dove più studi interni si occupano della serie, per garantire l'uscita di nuovi giochi ogni anno. Al tempo stesso si parla anche di nuove tipologie di esperienze e modelli di business, il che potrebbe suggerire anche un possibile Battlefield free-to-play, pensato per essere un vero e proprio live service, cosa suggerita anche dal CEO Andrew Wilson.

Grandi cambiamenti, ambizioni e potenzialità infinite, ma in tutto ciò Battlefield 2042 e tutta la negatività che lo circonda sono un ostacolo che potrebbe affossare questo ambizioso piano di rilancio del franchise, anche in virtù dei possibili drastici cambiamenti alla struttura della serie, inclusa una possibile svolta free-to-play, che già di per sé potrebbe generare malcontento nei fan più conservativi.

Al netto di ottime vendite al lancio, non è un segreto che Battlefield 2042 (qui la nostra recensione) ha disatteso le aspettative di moltissimi giocatori tra problemi di performance, bug a iosa, scelte di design non apprezzate da tutti e la mancanza di feature, come la chat vocale integrata, ritenuta l'ABC del genere e della serie. A questo poi si aggiunge un supporto post-lancio a tratti tragicomico, con patch corpose realizzate apparentemente in fretta e furia che risolvono numerose magagne ma ne aggiungono anche di nuove, e le critiche per le skin natalizie e in generale sopra le righe che potrebbero arrivare in futuro.

Tutti problemi che fanno fuggire i giocatori (su Steam l'utenza si è più che dimezzata in poche settimane) e spaventano potenziali acquirenti. Dunque il primo, arduo, compito di Vince Zampella sarà proprio quello di ricostruire la credibilità della serie e riconquistare la fiducia dei giocatori "salvando" Battlefield 2042.

Il gioco non è spacciato, ci mancherebbe. Parliamo di uno sparatutto che verrà supporto a lungo e quindi c'è tutto il tempo per correggere il tiro. Ma la storia insegna che riconquistare la fiducia dei giocatori e riaffermarsi sul mercato è un'impresa estremamente complicata. E questo lo sanno bene sia Electronic Arts che DICE, che hanno già vissuto una situazione simile, seppur per motivi differenti, con Star Wars Battlefront 2, per non parlare di altri casi come No Man's Sky e Fallout 76, che hanno faticato e non poco per riprendersi. Tuttavia si tratta di uno step necessario, anche se potenzialmente economicamente svantaggioso, che EA dovrà compiere se non vuole che l'"universo connesso" di Battlefield 2042 parti con il piede sbagliato.

Parliamone è una rubrica d'opinione quotidiana che propone uno spunto di discussione attorno alla notizia del giorno, un piccolo editoriale scritto da un membro della redazione ma che non è necessariamente rappresentativo della linea editoriale di Multiplayer.it.