Le recenti dichiarazioni di Naoki Yoshida di Square Enix sulle difficoltà della serie Final Fantasy nell'attirare i più giovani hanno acceso molte discussioni sul web durante l'ultimo fine settimana.
Sulla questione è intervenuto anche l'analista di mercato Matt Piscatella, svelando che, in base ai dati raccolti da Circana, negli Stati Uniti Final Fantasy 7 Rebirth negli USA è stato giocato in larga parte da persone con più di trent'anni.
Final Fantasy non è in grado di far appassionare nuovi giocatori?
Nel dettaglio, il 62% dei giocatori ha 35 anni o più, mentre considerando la fascia 30+ si arriva addirittura al 77%. In altre parole, la maggior parte del pubblico di Rebirth non rientra nella categoria dei "giovani", confermando quanto affermato da Yoshida.
È però necessario contestualizzare questi numeri: si tratta dei dati del solo mercato USA (per quanto il più grande) e riguardano il secondo capitolo di una trilogia di remake: un progetto che, pur mirando anche a nuovi giocatori, attira inevitabilmente chi ha giocato l'originale del 1997, quindi proprio gli over 30. In questo senso sarebbe interessante conoscere dati analoghi relativi a Final Fantasy 16.
Quanto alle possibili ragioni per cui la serie fatichi ad attirare i più giovani, secondo Yoshi‑P il problema riguarda i lunghi tempi di pubblicazione tra un capitolo principale e l'altro nell'era moderna, che impedirebbe ai nuovi giocatori di appassionarsi. Non tutti condividono questa visione: c'è chi punta il dito sulla qualità altalenante degli ultimi episodi o su una certa perdita d'identità della serie nel corso dei decenni.