Fortnite, Apple accusa Epic Games: voleva ottenere un trattamento di favore

Il caso Fortnite si arricchisce delle accuse di Apple, secondo cui Epic Games voleva ottenere un trattamento di favore per i pagamenti in-game del suo battle royale. Tim Sweeney, però, ha smentito.

NOTIZIA di Tommaso Pugliese   —   22/08/2020
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Apple al contrattacco: riferendosi all'ormai celebre caso Fortnite, la casa di Cupertino ha accusato Epic Games di aver chiesto un trattamento di favore per quanto concerne i pagamenti in-game, e non avendolo ottenuto ha dato vita alla sua personale crociata.

La notizia arriva da Phil Schiller, dirigente Apple che ha dichiarato appunto come il CEO di Epic Games, Tim Sweeney, avrebbe chiesto un accordo speciale solo per la sua azienda, accordo che andava in pratica a modificare i termini relativi ai pagamenti sulla piattaforma iOS.

Se ciò si rivelasse vero, significherebbe che la rimozione di Fornite dall'App Store sarebbe a maggior ragione una responsabilità di Epic Games, che non essendosi vista concedere l'accordo si è inventata un'operazione mediatica che è culminata anche nel trailer che si rifà al celebre spot del 1984.

"Sulla scia delle sue stesse azioni, Epic ora chiede un aiuto di emergenza. L'emergenza, tuttavia, è stata creata da loro stessi", si legge nella nota di Apple. "Gli sviluppatori che lavorano per ingannare Apple, come ha fatto Epic, vengono allontanati."

La replica di Epic Games non si è fatta attendere, naturalmente. Il CEO Tim Sweeney ha scritto su Twitter che il messaggio di Apple è ingannevole e ha sottoposto come prova proprio la famosa e-mail di cui si parla, in cui chiedeva un accordo speciale.

Nel messaggio c'è infatti un paragrafo in cui si legge: "Speriamo che Apple renda queste opzioni disponibili anche per tutti gli altri sviluppatori su iOS, così da rendere la vendita e la distribuzione del software sulle loro piattaforme aperte e competitive come accade su PC."