Nel fine settimana, lo studio Pearl Abyss, cui dobbiamo il recentissimo Crimson Desert, si è scusato per aver inserito nel gioco dei contenuti generati con intelligenza artificiale senza dichiararlo ai giocatori. Per inciso, si tratta di quadri usati a fini decorativi. La scelta ha acceso subito un forte dibattito online.
Tra coloro che sono intervenuti con più decisione c'è stato l'ex Microsoft, ex Xbox ed ex Blizzard Mike Ybarra, che ha criticato apertamente lo studio. Per i contenuti IA? No, per aver chiesto scusa.
L'IA sarà ovunque
Rivolgendosi ai canali social del gioco, Ybarra, che attualmente si occupa di gioco d'azzardo con una sua nuova startup, ha scritto: "Perché scusarsi? L'IA, in una forma o nell'altra, sarà presente in ogni singolo videogioco. Non capisco perché gli sviluppatori sentano il bisogno di piegarsi a quei pochi che non accettano la realtà che l'IA sarà ovunque - dai videogiochi al tuo frigorifero (lo è già). Fatevi coraggio".
Il messaggio non è stato preso molto bene dal pubblico, con tanti che lo hanno criticato ferocemente. Come al suo solito, Ybarra non si è scomposto e ha replicato, ad esempio a chi gli ha scritto: "Sono felice che tu non stia più rovinando Blizzard", con un "Spero ti piaccia il pilota automatico in WoW", facendo riferimento alle possibili integrazioni dell'IA nell'MMORPG della sua ex compagnia.
Chiaramente quella di Ybarra è una posizione molto aggressiva, ma che non manca di verità. Il rischio che in futuro l'IA sia ovunque è più che concreto. Nonostante ciò, attualmente ci sono poche aziende del settore disposte a esporsi allo stesso modo. La maggior parte è molto cauta sull'argomento, anche se l'uso crescente dell'intelligenza artificiale nello sviluppo dei videogiochi è ormai palese.
Probabilmente accadrà con l'IA ciò che è accaduto con le microtransazioni: le vecchie generazioni continueranno a essere sospettose e contrarie al loro uso, ma il nuovo pubblico le considererà come normali, dopo il giusto indottrinamento.