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John Carmack commenta i licenziamenti di id Software: "I giochi devono avere successo, non solo essere amati"

I pesanti licenziamenti che hanno colpito id Software nell'ambito della ristrutturazione della divisione gaming di Microsoft hanno spinto John Carmack, cofondatore dello storico studio texano, a intervenire pubblicamente sulla questione.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   10/07/2026
John Carmack in foto

John Carmack ha commentato per la prima volta i licenziamenti che hanno colpito id Software, lo studio di Doom e Quake di cui è tra i fondatori, dichiarando di essere rattristato dalla situazione ma di non provare "rabbia o indignazione" nei confronti delle decisioni prese da Microsoft.

Secondo le informazioni emerse nei giorni scorsi attraverso una comunicazione ufficiale depositata in Texas, 96 dipendenti della sede di Richardson sarebbero stati licenziati, ai quali si aggiungono circa 40 lavoratori da remoto, per un totale di 136 dipendenti tagliati. Diverse fonti parlano di una riduzione pari a circa la metà della forza lavoro dello studio, il cui futuro è diventato quantomai incerto.

I tagli rientrano nel più ampio piano di riorganizzazione della divisione Xbox avviato dalla nuova CEO Asha Sharma, che prevede migliaia di esuberi nel corso dell'anno fiscale e la chiusura di diversi studi interni.

Una situazione complessa

Carmack, che nel 1991 fondò id Software insieme a John Romero, Tom Hall e Adrian Carmack, ha spiegato di ritenere che lo studio rappresentasse un'attività relativamente marginale all'interno di Microsoft e di non vedere un modo sicuro per aumentare significativamente i ricavi generati dai suoi giochi.

"Il mio commento secondo cui Microsoft sarebbe probabilmente stata una buona custode del marchio non sta invecchiando bene", ha scritto Carmack sui social, aggiungendo che i licenziamenti renderanno inevitabilmente triste l'atmosfera della riunione dei fondatori prevista durante il prossimo QuakeCon.

Il passaggio più discusso del suo intervento riguarda però la sostenibilità economica dello sviluppo dei videogiochi: "Per continuare a essere prodotti nel lungo periodo, i giochi devono avere successo, non soltanto essere amati". Il che riassume bene lo stato attuale dell'industria. Secondo Carmack, il mercato dell'intrattenimento è oggi estremamente competitivo e i videogiochi devono contendersi il tempo e il denaro dei consumatori con numerose altre forme di svago.

Microsoft ha polverizzato id Software, ridotta a uno studio di supporto, per un ex sviluppatore Microsoft ha polverizzato id Software, ridotta a uno studio di supporto, per un ex sviluppatore

L'ex programmatore di id Software invita inoltre a non attribuire automaticamente le responsabilità alle decisioni dei dirigenti: "Non si può escludere la possibilità che i dirigenti siano incompetenti, ma non dovrebbe essere il punto di partenza dell'analisi". Carmack si è chiesto se strategie di prezzo differenti, un marketing più efficace, prodotti aggiuntivi destinati ai fan o una maggiore apertura verso un pubblico più ampio avrebbero potuto migliorare i risultati commerciali della società, ammettendo tuttavia di non conoscere la risposta.

Tra le osservazioni più interessanti vi è anche il riferimento al ruolo di Minecraft all'interno dell'ecosistema Xbox. Carmack ha dichiarato di credere alle indiscrezioni secondo cui gli enormi profitti generati dal gioco di Mojang avrebbero contribuito a sostenere economicamente altri studi del gruppo Microsoft. Si tratta di uno scenario che, se confermato, non sarebbe particolarmente insolito nel settore dell'intrattenimento, dove spesso pochi grandi successi finanziano progetti più piccoli o sperimentali.

Negli ultimi anni id Software aveva comunque mantenuto una produzione relativamente costante, passando dal rilancio di Doom del 2016 a Doom Eternal del 2020, fino al più recente Doom: The Dark Ages e ai suoi contenuti aggiuntivi. Pur non raggiungendo i numeri delle serie più grosse sul mercato, come Call of Duty o Minecraft, la serie aveva continuato a raccogliere apprezzamenti da parte della critica e del pubblico, vendendo anche bene nei primi due casi. Per Doom: The Dark Ages il discorso si fa più complicato, perché se è vero che le vendite complessive pare che non siano state eccezionali, va anche detto che ha raggiunto un gran numero di giocatori tramite Game Pass, su cui è stato lanciato da subito, tanto che il dato fu comunicato chiaramente per esprimere soddisfazione per il successo ottenuto, evidentemente in linea con le aspettative di Phil Spencer.

In generale, Microsoft non rende pubblici i dati di vendita dei singoli giochi né i risultati economici dei propri studi, rendendo quindi difficile valutare la reale situazione finanziaria di id Software prima dei licenziamenti. Secondo alcune indiscrezioni, il team stava lavorando a dei nuovi progetti, tra cui una proprietà intellettuale originale ispirata allo stile di John Wick, un nuovo Perfect Dark e un progetto multiplayer cooperativo ambientato nell'universo di Doom. Pare però che sia saltato tutto.

Il futuro dello studio rimane quindi incerto e alcuni osservatori temono che id Software possa essere progressivamente relegata a un ruolo di supporto per altri team interni.

Anche John Romero, altro storico fondatore della società, è intervenuto nei giorni scorsi per esprimere vicinanza ai dipendenti coinvolti e per sottolineare il valore del lavoro svolto negli ultimi anni dal team. "Doom, Quake e Wolfenstein non sono nomi facili da portare avanti, soprattutto nell'industria di oggi", ha dichiarato Romero. "Gli ultimi giochi hanno dimostrato grande cura, competenza e rispetto per ciò che questi mondi rappresentano per le persone."

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