La città di Miami Beach ha votato a favore della campagna marketing per GTA 6, accettando un accordo con Rockstar Games dal valore stimato di 3 milioni di dollari, nonostante forti resistenze di una parte del consiglio comunale. La votazione, trasmessa in diretta il 10 settembre, si è conclusa con un risicato 4-3 che ha dato il via libera per negoziare i dettagli dell'iniziativa.
La proposta è sorprendentemente discreta rispetto ai toni della serie: il logo di GTA 6 comparirà solo su ombrelloni e sedie a sdraio gestiti da Boucher Brothers (parodiati nel gioco come "Sol Sisters"), la società che cura i servizi balneari della città. Nessun branding su luoghi iconici o installazione invasiva.
Nulla a che vedere, insomma, con la campagna ben più ambiziosa proposta per l'intera contea di Miami‑Dade, che nelle scorse settimane aveva fatto molto discutere e trovato una strenua opposizione da parte dello sceriffo della contea. Quel progetto prevedeva cartelloni dedicati a GTA 6, insegne "Welcome to Vice City" negli aeroporti e persino treni del Metromover ricoperti dal branding del gioco: un'operazione che avrebbe trasformato diversi punti della città in spazi pubblicitari.
Pessimo esempio per la città o un’occasione da sfruttare?
Nonostante la scala e i toni più contenuti, non sono mancati degli oppositori. Il commissario David Suarez è stato il più duro nel criticare l'iniziativa, sostenendo che la città non dovrebbe associare la propria immagine a un brand che rappresenta furti, droga, rapine e violenza contro civili e polizia. "Grand Theft Auto è un videogioco dove i giocatori rubano auto, trafficano droga, commettono rapine e uccidono civili e agenti", ha dichiarato. "Possono farlo, possono venderlo, possono pubblicizzarlo. Ma non significa che Miami Beach debba aiutarli a farlo."
Suarez ha ricordato come la città investa risorse per combattere proprio i comportamenti rappresentati nel gioco: "Spendiamo milioni per contrastare droga, crimine e disordine. E ora dovremmo trasformare le nostre spiagge in uno spazio per Grand Theft Auto? Che messaggio stiamo mandando al mondo?"
Altri commissari hanno però ridimensionato i timori. Monica Matteo‑Salinas ha ironizzato: "Non stiamo facendo GTA dal vivo. Non stiamo distribuendo pistole e cocaina ai turisti", ricordando che i videogiocatori non diventano criminali per imitazione. Joseph Magazine, che invita a guardare ai vantaggi economici della proposta, ha aggiunto che l'attenzione globale su GTA 6 arriverà comunque: "Possiamo restare a guardare o possiamo sfruttare l'occasione. Proteggere Miami Beach non significa nascondersi."