Nintendo ha finalmente spiegato quali interventi ha realizzato sul Tempio dell'Acqua nel remake di The Legend of Zelda: Ocarina of Time, uno dei dungeon più famigerati nella storia della serie. In un'intervista pubblicata sul sito ufficiale della compagnia, Eiji Aonuma, storico responsabile del franchise, e HokWai Ng del Production Group No.3 hanno illustrato le modifiche apportate ai dungeon, soffermandosi in particolare sulla struttura che aveva messo in difficoltà numerosi giocatori nella versione originale del 1998 per Nintendo 64.
Quel tempio maledetto
Aonuma ha definito scherzosamente il lavoro sul Tempio dell'Acqua una sorta di "compito arretrato" che desiderava affrontare da tempo. Il dungeon era stato progettato per offrire un'esperienza particolare, sfruttando le possibilità dell'esplorazione subacquea, allora ancora relativamente poco comuni nei videogiochi tridimensionali.
"Quando progettai il Tempio dell'Acqua tanti anni fa, volevo creare un'esperienza in cui fosse divertente semplicemente trovarsi sott'acqua", ha raccontato Aonuma. L'ispirazione proveniva anche dalla sua passione per l'apnea: "Quello che trovo affascinante dell'essere sott'acqua è quanto tutto sembri diverso. I suoni cambiano e si ha la sensazione di trovarsi in uno spazio completamente differente".
Il risultato, tuttavia, presentava alcuni problemi che andavano oltre la difficoltà degli enigmi. La struttura articolata del dungeon, combinata con la necessità di cambiare frequentemente equipaggiamento, costringeva i giocatori ad aprire ripetutamente il menu, rendendo difficile ricordare la propria posizione e l'orientamento all'interno delle stanze. "Abbiamo affrontato questi problemi nella nuova versione", ha spiegato Aonuma. Tra gli interventi principali figura proprio una gestione dell'equipaggiamento più immediata. Indossare e togliere gli Stivali di Ferro, necessari per esplorare le zone sommerse, sarà molto più semplice e non richiederà ogni volta di interrompere l'azione per navigare nel menu degli oggetti.
Altri interventi
Sono state inoltre modificate alcune pareti che nell'originale rendevano difficile comprendere la disposizione degli ambienti. Al loro posto sono state introdotte strutture a grata, attraverso le quali sarà possibile intravedere le stanze circostanti e avere una percezione più chiara degli spazi. Torneranno anche gli indicatori luminosi già presenti nella versione Nintendo 3DS, utilizzati per individuare i punti in cui modificare il livello dell'acqua. L'obiettivo è quello di conservare le meccaniche originali dei dungeon migliorandone la giocabilità, senza stravolgerne la struttura.
Aonuma ha infine scherzato sulle differenze generazionali che potrebbero emergere quando il remake arriverà nelle case dei giocatori. A quel punto, secondo Aonuma, i più giovani potrebbero liquidare certe situazioni come: "Ma dai, non è così difficile". Un ottimo modo per far sentire vecchi mamma e papà