The Blood of Dawnwalker, il gioco di ruolo d'azione di Rebel Wolves, racconterà una storia di vampiri, ma non dobbiamo aspettarci che siano identici a quelli più classici.
Il game director Konrad Tomaszkiewicz ha parlato con GamesRadar+ del videogioco e del modo in cui le creature della notte succhiasangue sono rappresentate.
Cosa ha detto il game director sui vampiri di The Blood of Dawnwalker
"Vogliamo raccontare una storia con i vampiri, non una storia solo sui vampiri", ha dichiarato Tomaszkiewicz. "I nostri vampiri sono diversi. Sono più selvaggi e formano piccoli gruppi, e a volte questi gruppi combattono tra loro. I nostri vampiri provengono da molte regioni del mondo; nel corso del gioco raccontiamo storie diverse per mostrarne le origini e spiegare perché fanno ciò che fanno. Ci sono storie interessanti da raccontare per quanto riguarda i legami che li uniscono e il modo in cui loro le relazioni sono cambiate nel tempo".
Per quanto riguarda invece le differenze più pratiche, viene spiegato che elementi classici come l'argento, il sole e l'aglio funzionano in modo differente rispetto alla tradizione. La trasformazione parziale di Coen ha inoltre luogo in quanto soffre di avvelenamento da argento, per aver lavorato nelle miniere: questa condizione lo salva dal diventare un vero vampiro.
Coen è infatti un Dawnwalker (come dice il titolo stesso), ovvero è una creatura a metà che può vivere senza problemi sia alla luce del sole che di notte, quando la sua natura vampirica diventa evidente. Viene spiegato che la forma diurna è svantaggiata in quanto più debole ma con diversi strumenti a disposizione per compensare, mentre al calar del sole i poteri vampirici emergono. Ogni missione è stata quindi creata per fare in modo che la si possa affrontare in una delle due forme.
Segnaliamo anche che The Blood of Dawnwalker vuole imporre un nuovo standard per i combattimenti dei GDR d'azione.