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The Division Resurgence, la recensione dello sparatutto Ubisoft in versione mobile

A quasi quattro anni dall'annuncio, The Division Resurgence ha finalmente fatto il suo debutto su iOS e Android, con un'esperienza open world che riprende lo spirito della serie principale.

RECENSIONE di Tommaso Pugliese   —   20/04/2026
L'artwork di The Division Resurgence
The Division Resurgence
The Division Resurgence
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The Division Resurgence si è fatto decisamente attendere: quasi quattro anni dall'annuncio alla pubblicazione su App Store e Google Play sono tempistiche inusuali per il mercato mobile, solitamente molto più rapido nel proporre nuovi contenuti, ma basta dare un'occhiata alla schermata delle opzioni per capire i motivi di questa scelta.

Gli sviluppatori Ubisoft hanno infatti infarcito il gioco di impostazioni che consentono di regolare ogni singolo aspetto dell'esperienza: dalla qualità grafica ai fini della scalabilità (pur senza ottenere alla fine un impianto concretamente ottimizzato, ma ne parleremo fra poco) all'interfaccia, dalla localizzazione ai comandi, questi ultimi personalizzabili in tantissimi aspetti al fine di garantire precisione e reattività sia che si utilizzi il touch screen, sia che si colleghi un controller Bluetooth.

Struttura e presupposti narrativi

La storia di The Division Resurgence si svolge a cavallo fra il primo e il secondo episodio della serie: il nostro personaggio, che avremo modo di creare da zero tramite un editor semplice, ma completo, è un agente della Strategic Homeland Division che viene attivato dal governo quando esplode la crisi e partecipa a una serie di missioni che tuttavia culminano con una devastante esplosione.

Finito in coma, il soldato si risveglia dopo diverse settimane e torna in azione, accedendo a quel punto alla mappa open world di Midtown Manhattan e dunque all'esperienza di gioco vera e propria di Resurgence, caratterizzata appunto dalla possibilità di esplorare liberamente un ampio scenario e accedere a missioni principali o secondarie a seconda di ciò che ci accade attorno.

Ciò significa che chi desidera seguire in maniera diligente l'ordine degli incarichi potrà farlo senza problemi, spostandosi da un punto di interesse all'altro e sbloccando eventualmente rifugi extra lungo il tragitto, mentre chi preferisce un approccio meno vincolato all'azione avrà modo di affrontare scontri e situazioni inaspettate presenti all'interno della mappa.

Una sequenza di intermezzo di The Division Resurgence
Una sequenza di intermezzo di The Division Resurgence

Ad arricchire ulteriormente questo impianto troviamo la Zona Nera, l'affascinante area di quarantena a cui è possibile accedere per cimentarsi con missioni che uniscono meccaniche cooperative e competitive, accogliendo un massimo di venti giocatori per sessione e mettendo in palio interessanti ricompense per chi riesce a completare gli incarichi ed effettuare l'estrazione senza essere eliminato.

Il gameplay di The Division

Gli sviluppatori non si sono limitati a infarcire di contenuti la struttura di The Division Resurgence, bensì hanno curato in maniera particolare il gameplay al fine di ricreare le meccaniche e le dinamiche che caratterizzano gli episodi principali della serie Ubisoft, per quanto concerne il controllo del personaggio e soprattutto il sistema di combattimento con le sue coperture.

Uno scontro a fuoco in The Division Resurgence
Uno scontro a fuoco in The Division Resurgence

In tal senso, è stata prestata grande attenzione all'interfaccia e ai comandi touch, che possono essere modificati andando a ridurre o riposizionare le icone sullo schermo, nonché modificando il grado di sensibilità degli analogici virtuali. Manca purtroppo un'opzione per il fuoco automatico quando il nemico è nel mirino, ma l'approccio strategico agli scontri e gli appostamenti ci mettono una pezza.

Naturalmente giocare con un controller vero e proprio cambia lo scenario e rende tutto molto più intuitivo, eliminando quelle situazioni in cui ci si trova a non saper reagire di fronte a un pericolo per via dell'inevitabile legnosità legata alle azioni basate sul tocco. Nel nostro caso abbiamo utilizzato il solito SCUF Nomad, riscontrando però un fastidioso problema con le zone morte delle levette che non siamo ancora riusciti a sistemare, e che rende problematico mirare bene senza assistenze.

La Manhattan open world di The Division Resurgence
La Manhattan open world di The Division Resurgence

Nonostante questi intoppi, che tuttavia siamo fiduciosi verranno prontamente risolti con gli aggiornamenti, il gameplay di The Division Resurgence si rivela fin da subito solido e convincente, in nessun modo rivoluzionario, ma capace di riproporre la formula che Ubisoft ha utilizzato su PC e console per la serie, con tanto di classi selezionabili dotate di abilità specifiche e un percorso di potenziamento unico.

Realizzazione tecnica

Sebbene l'open world di Resurgence manchi decisamente di interattività, non c'è dubbio che la mappa da gestire sia ampia e piuttosto ricca sia in termini visivi che di attività, per non parlare ovviamente del netcode che si trova a dover gestire la presenza di numerosi utenti contemporaneamente all'interno dello stesso server.

Ancora uno scontro a fuoco in The Division Resurgence
Ancora uno scontro a fuoco in The Division Resurgence

Immaginiamo sia per questo motivo che sul piano delle prestazioni il gioco lascia un po' a desiderare, impedendo di utilizzare su iPhone 17 Pro il preset qualitativo più alto a meno che non si decida di bloccare la grafica a 30 fps, che però sono pochi per poter gestire le armi del nostro personaggio in maniera fluida e precisa durante i frequenti scontri a fuoco.

Il problema è che abbassando la qualità in favore della fluidità (comunque non impeccabile) il risultato è un comparto visivo viziato da scalettature e superfici poco definite, ben distante dalle cose migliori che abbiamo visto girare sull'attuale top di gamma di Apple. Insomma, la speranza è che gli sviluppatori riescano a ottimizzare meglio il pacchetto in corso d'opera.

Il nostro personaggio in The Division Resurgence
Il nostro personaggio in The Division Resurgence

Per quanto riguarda il sonoro, tutti i dialoghi sono doppiati in inglese (con sottotitoli in italiano) e ciò conferma un indubbio sforzo produttivo, sebbene in generale la trama e i personaggi di The Division Resurgence non siano fra quelli meglio scritti di sempre, anzi tendano a proporre stereotipi action abusati e situazioni ampiamente già viste: per fortuna non è un titolo che si gioca per la storia.

Conclusioni

Versione testata iPhone
Digital Delivery App Store, Google Play
Prezzo Gratis
Multiplayer.it
8.0
Lettori
ND
Il tuo voto

The Division Resurgence traduce efficacemente l'esperienza della serie Ubisoft in un contesto mobile ricco di contenuti e solido sul piano del gameplay, anche grazie alle tante regolazioni disponibili sia per chi preferisce l'immediatezza dei comandi touch, sia per chi desidera utilizzare un controller. La trama e i dialoghi non brillano, tutt'altro, ma il percorso di progressione appare ben gestito, senza particolari vincoli legati al formato free-to-play, e non manca neppure l'esperienza extraction della Zona Nera a mischiare un po' le carte. Peccato solo per un comparto tecnico che andrebbe ottimizzato per poter sfruttare al meglio i terminali di fascia alta.

PRO

  • L'esperienza open world di The Division ben tradotta su mobile
  • Gameplay solido e tantissime regolazioni
  • Un gran numero di missioni in PvE e non manca neppure la Zona Nera

CONTRO

  • Prestazioni da ottimizzare
  • Qualche spigolo da smussare quando si utilizza un controller
  • Trama e dialoghi lasciano il tempo che trovano