Mario Tennis Aces non ha convinto tutti, soprattutto perché al lancio proponeva modalità limitate, pochi personaggi e una Storia single player che, più che un'avventura a sé stante, rappresentava un lungo tutorial. Un tutorial ben fatto, va detto, ma molto distante dalla qualità - in questo ambito - dei vecchi episodi portatili della serie.
Nonostante questi difetti, molti dei quali corretti e leniti nei mesi successivi al lancio, Mario Tennis Aces è un gioco bellissimo: uno dei migliori titoli sportivi di Mario mai realizzati, se non il migliore in assoluto. Ha dei controlli eccezionali, delle dinamiche di gioco profonde e ibrida tennis e picchiaduro in maniera geniale, visto che i picchiaduro, del tennis, ne sono una specie di manifestazione videoludica decontestualizzata. È abbastanza simulativo e aderente allo sport originale da solleticare gli appassionati, e abbastanza esagerato e dinamico da coinvolgere chi cerca un'azione più esuberante: un perfetto gioco di sport di Super Mario, appunto. Non casualmente, nonostante la critica (parliamo in generale, noi lo abbiamo gradito subito) al lancio non l'abbia lodato, Mario Tennis Aces ha venduto 5 milioni di copie, rendendolo uno dei maggiori successi tra i titoli di sport di Super Mario.
Mario Tennis Fever parte dalle stesse basi: a primo impatto sembra molto simile, in effetti. Basta però un'osservazione leggermente più accurata per capire che non solo sono state aggiunte delle modalità, ma sono state proprio alterate le fondamenta. Il gioco uscirà tra un mese, il 12 febbraio: queste sono le nostre impressioni dopo l'ultimo trailer mostrato, e non sono soltanto positive.
Contenuti e modalità
Camelot - lo sviluppatore - ha approfittato dell'eredità di Mario Tennis Aces per non ripetere gli stessi errori. È già chiaro che, al lancio, Mario Tennis Fever avrà molti più contenuti del predecessore. Partirà ad esempio con 38 personaggi, un record per la serie: al solito, saranno distinti in varie tipologie (attaccanti, difensori, ecc...). Le differenze tra un tennista e l'altro sono notevoli, implicano un approccio totalmente diverso alla partita, per cui sarà divertente sia scegliere i personaggi da usare, sia capire come affrontare, di volta in volta, i vari avversari.
Torna la modalità Swing, ovvero quella basata sui sensori di movimento, uno dei punti deboli di Mario Tennis Aces: in quel caso, è evidentemente una sezione a parte, con delle meccaniche semplificate e poco approfondite, avulse dal gioco principale. In Fever sembra sia stato compiuto uno sforzo in più, sia nel perfezionamento dei controlli, sia nell'integrazione con le meccaniche base del gioco: scopriremo il risultato soltanto al momento dell'uscita, comunque.
Tornano ovviamente i Tornei, stavolta col commento del Fiore Parlante, tratto da Super Mario Bros. Wonder. In Aces erano meno elaborati che nei primi episodi della saga (su Nintendo 64 e GameCube), speriamo che in Fever risultino più appassionanti. Ci sono poi tante altre modalità che ci verrebbe da definire "secondarie", come Tiro agli Anelli, Torri delle Sfide, Fabbrica di Racchette. Speriamo ci sorprendano in positivo, ma a sensazione ci sembrano più delle diversificazioni per trascorrere qualche ora in compagnia, piuttosto che modalità autonome.
Infine, tornerà quello che sarà - ovviamente - il fulcro del gioco: il multiplayer. Ci sarà l'online, con partite tra amici e classificate (in questo campo già Aces era ben organizzato), e il multiplayer locale sarà possibile sia dalla stessa console, sia in GameShare (sia con Switch 2 che con Switch 1).
Storia e campi
Mario Tennis Fever ha una sua modalità Storia che, già ve lo anticipiamo, non sarà comunque in linea con quella stile RPG dei primi titoli. Non aspettatevi un'impostazione del genere, perché è chiaro che non sarà così. Allo stesso tempo, ci sembra che la modalità abbia ricevuto una cura maggiore rispetto ad Aces, coi vari protagonisti in veste "baby" (compreso Waluigi, un nuovo personaggio) che tentano di recuperare la propria età originaria. Oltre alle varie sfide e agli scontri coi boss, presenti anche nel predecessore, qui ci sono delle zone in cui Baby Mario si sposta liberamente all'interno di un palazzo: è lecito aspettarsi una bella avventura, oltre che un lungo tutorial.
In Mario Tennis, da anni, ci sono i campi normali e quelli speciali. In Aces erano realizzati egregiamente, ma le loro modifiche consistevano principalmente in delle semplici "esagerazioni" degli stadi tradizionali: terreni particolarmente veloci o lenti, ostacoli che apparivano qua e là in modo improvviso. Anche in questo caso, Mario Tennis Fever pare maggiormente elaborato: i campi non solo propongono degli imprevisti, ma prevedono delle alterazioni strutturali al terreno. Nella foresta, ad esempio, si aggiungono o sottraggono porzioni stesse della superficie. Il flipper vi sbatte qua e là, e fa rimbalzare la pallina come in un campo da padel; il Campo Meraviglia - anch'esso ispirato a Super Mario Bros. Wonder - elargirà delle alterazioni imprevedibili ogni volta che colpirete un Fiore Meraviglia. Naturalmente saranno presenti anche i campi classici, tendenzialmente preferiti da chi prende "seriamente" il gioco.
Meccaniche di gioco e racchette frenesia
Veniamo al punto che ci preoccupa maggiormente, ovvero le meccaniche di gioco. Basta un'occhiata per vedere quanto Fever sia diverso da Aces: la pallina è stata ingrandita - non di poco - e l'azione sembra leggermente più lenta rispetto al predecessore. La stessa inquadratura si è abbassata, donando un taglio più drammatico, ma potenzialmente meno chiaro, agli scambi. Speriamo si possa modificare, ma non datelo per scontato.
In Mario Tennis Aces c'era la possibilità, caricando un'apposita barra, di effettuare dei Super Colpi: questi Colpi erano amplificazioni dell'azione principale, ed erano integrati magnificamente ad essa, al punto da rendere "noiosa" la modalità classica che ne era del tutto priva.
Mario Tennis Fever sembra prendere un'altra strada: vuole esagerare ancora di più l'azione coi colpi speciali, ma anche rendere più appetibile la modalità "classica". Il rischio, tuttavia, nel tentativo di migliorare entrambe, è quello di non raggiungere la profondità di Aces con nessuna delle due. Le principali introduzioni per migliorare le partite senza colpi speciali (che online avranno una classifica a parte) risiedono nella scivolata à la Djokovic e il recupero in tuffo, che in Aces rientrava tra i colpi speciali. Vedremo se basteranno ad appagare i giocatori.
La modalità coi colpi speciali, invece, prevede l'utilizzo delle Racchette Frenesia. I personaggi hanno degli HP, dei "punti vita", insomma, che una volta terminati li escludono dal terreno di gioco (in doppio) o li rallentano molto (in singolo). Per abbassare l'energia dell'avversario, bisogna colpirlo coi Colpi Frenesia, diversi per ogni racchetta, attuabili una volta caricata un'apposita barra, incrementabile, citiamo il trailer, "allungando gli scambi".
Perplessità
Se in Mario Tennis Aces i colpi speciali approfondiscono e alternano armoniosamente le meccaniche basilari, qui ci sembra che le Racchette Frenesia inseriscano, più che integrare, un livello di gioco del tutto parallelo. Tra di loro, inoltre, sono estremamente diverse, e immaginiamo difficilmente prevedibili: un Colpo infuoca il campo, un altro lo ghiaccia, un altro consente di recuperare palline impossibili da raggiungere. Con una sola concessione all'integrazione col tennis "principale": afferrando un Colpo Frenesia prima che tocchi terra, è possibile rispedirlo al mittente, in uno scambio forsennato stile "patata bollente", finché la pallina non rimbalza e genera il suo effetto.
Sono dinamiche da esplorare e comprendere con calma. Indubbiamente, Mario Tennis Fever arriverà con una mole di contenuti superiore a Mario Tennis Aces: se saprà rivelarsi superiore nelle meccaniche vere e proprie, tuttavia, è tutto da scoprire. Le Racchette Frenesia, ma soprattutto la pallina più grande, dal trailer non ci hanno convinto del tutto.
Così come non ci ha sorpreso l'aspetto grafico, di cui ci sarà tempo di parlare: l'impatto visivo è davvero simile a Mario Tennis Aces. Osservando i modelli poligonali da vicino si notano dei chiari miglioramenti, in particolare nella rotondità dei volti e delle mani, ciò non toglie che di solito l'azione si osserva da lontano, e da lontano il titolo appare poco diverso da Aces. Ci aggiorneremo il 12 febbraio.