Può sembrare un paradosso, ma parte del team al lavoro sul remake di The Legend of Zelda: Ocarina of Time non aveva mai giocato l'originale pubblicato su Nintendo 64. Una curiosità che potrebbe far storcere il naso a molti fan della serie, ma che secondo Eiji Aonuma si è rivelato fondamentale per adattare il classico Nintendo ai giocatori di oggi.
Intervistato dall'AFP e riportato dal Japan Times, il producer della serie ha rivelato che alcuni dei membri più giovani del team di sviluppo non avevano mai avuto modo di provare il celebre capitolo pubblicato su Nintendo 64 nel 1998. Una situazione che, almeno in teoria, potrebbe sorprendere considerando l'importanza storica dell'opera, spesso citata come uno dei videogiochi più influenti di tutti i tempi. Dopotutto, si potrebbe pensare che aver giocato l'originale sia un prerequisito fondamentale per lavorare a un remake di questa portata.
Per Aonuma, però, si è trattato di un vantaggio piuttosto che di un limite. "È grazie a questi giovani, che hanno riflettuto su come adattare il gioco nel modo migliore e su come renderlo divertente una volta preso in mano il controller, che questo remake è diventato realtà", ha spiegato il producer.
I giovani talenti rappresentano il futuro della serie
Del resto sono trascorsi quasi trent'anni dall'uscita dell'originale per N64 e di conseguenza una parte significativa degli sviluppatori oggi al lavoro nell'industria videoludica è nata dopo il debutto dell'avventura di Link. Proprio questo sguardo fresco potrebbe aver contribuito a individuare quali aspetti aggiornare per rendere l'esperienza più accessibile e piacevole per il pubblico moderno, senza tradire lo spirito dell'opera originale.
Per Aonuma si tratta anche di un'opportunità per formare i talenti che un giorno saranno chiamati a raccogliere il testimone. Il producer ha infatti aggiunto di essere "molto curioso di vedere cosa riusciranno a immaginare i membri più giovani dello staff" per i prossimi capitoli della serie e di essere "estremamente felice" di offrire la propria guida affinché possano "riflettere assieme" sul futuro di Zelda.
Le dichiarazioni arrivano inoltre in un momento particolarmente significativo della carriera di Aonuma, che recentemente ha ricevuto ufficialmente dal Ministero della Cultura francese le insegne di Cavaliere dell'Ordine delle Arti e delle Lettere, una prestigiosa onorificenza assegnata a personalità che si sono distinte per il loro contributo alla cultura e alle arti.
Entrato in Nintendo nel 1988, Aonuma ha iniziato il proprio percorso nella serie proprio con Ocarina of Time, lavorando alla progettazione di diversi dungeon, tra cui il celebre Tempio dell'Acqua. In seguito ha diretto Majora's Mask e, nel corso degli anni, è diventato una delle figure più importanti del franchise, supervisionando titoli come Breath of the Wild e Tears of the Kingdom.
Prima di lasciarvi, vi ricordiamo che il remake di The Legend of Zelda: Ocarina of Time debutterà il 5 novembre su Nintendo Switch 2, in concomitanza con le celebrazioni per il quarantesimo anniversario della saga. La nuova edizione proporrà un comparto tecnico completamente rinnovato, controlli modernizzati e numerose migliorie pensate per adattare il classico agli standard odierni.