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Marathon, la recensione del nuovo grande gioco di Bungie

Dalla grafica al gameplay, Marathon si conferma un extraction shooter unico nel suo genere, ma servono un team e tanta dedizione.

RECENSIONE di Francesco Serino   —   22/03/2026
Marathon
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Ma quale disastro, Marathon è molto meglio di quel che credi.
I colori sono accesi, emergono dalla foschia lattiginosa che avvolge e ingoia tutto quello che non è a distanza di pochi metri, insieme a noi solo i nostri passi e quel piano abbozzato che ci portiamo in testa. Si parte. Sappiamo dove andare, le tappe intermedie sono bottini veloci al cardiopalma, attenti a tutto incluso ogni maledetto ronzio. Un attimo di troppo ed è l'inferno: scoppia così velocemente che non fai nemmeno in tempo a chiederti se quell'ombra mimetizzata che ti è passata davanti è un bot o un giocatore, che devi per forza reagire, inventarti qualcosa. Ma prima devi ricordarti con quale telaio sei entrato in battaglia, monti un Distruttivo che con la sua barriera antisommossa può proteggere il gruppo, oppure il telaio Teppista che può lanciarsi immediatamente all'inseguimento? Ma quell'ombra potresti essere anche tu con un telaio Rook, ben nascosto dalla maschera occultante e impegnato in una partita solitaria all'ultimo stealth.

Ipercompetitivo

Le sette classi personaggio (il gioco li chiama telai) di Marathon sono quelle che, insieme al sistema di combattimento e alla grafica estrema, rappresentano di più lo spirito del gioco, lo trasformano in quello che effettivamente è: l'extraction shooter più dinamico e competitivo oggi in circolazione. Questo non significa che sia anche il migliore, ma è davvero così importante capire se Marathon è meglio di Tarkov, o Tarkov meglio di Arc Raiders? Il bello degli extraction shooter in circolazione è che tutti viaggiano sugli stessi binari ma quando li provi, scopri quanto diversi siano tra loro.

Chi ha rubato i colori? Non lo sappiamo, ma con Marathon Bungie ce li ha restituiti
Chi ha rubato i colori? Non lo sappiamo, ma con Marathon Bungie ce li ha restituiti

Bungie è riuscita a crearne un'ulteriore versione, così diversa da poter conquistare anche chi è rimasto deluso dagli altri esponenti del genere, a patto che siano propensi a combattere. Marathon non è l'extraction per chi scappa dalla battaglia, dei "don't shoot, don't shoot", ma per chi sa far lavorare armi, abilità, mani e testa a una certa velocità. Qui non ti vengono dati flauti con i quali apparire amichevoli, non c'è tempo per intortare a parole gli altri: scudo ed energia scendono così velocemente che alla seconda sillaba saresti già morto, e i giocatori lo hanno imparato in fretta. L'estrazione ai fini del divertimento e dell'economia di gioco diventa spesso un elemento secondario, non a caso ho iniziato a divertirmi con Marathon proprio quando ho smesso di vederlo e giocarlo come gli altri esponenti del genere, per affrontarlo come avrei fatto con i migliori raid di Destiny: spalla a spalla con i compagni di ventura, sincronizzati, affiatati, pronti a combattere bot letali come umani, e umani letali come bot. Pronto a curare, pronto a volatilizzare in una nube di fumo, pronto a saettare invisibile tra i nemici brandendo un letale coltello. Quando iniziano a volare proiettili, altro che Arc Raiders, siamo più dalle parti di Quake Arena.

Da dove inizio?

Pur entrando in sintonia con la sua coraggiosa visione d'insieme e apprezzandone a fondo le indubbie qualità, è impossibile far finta che questa non abbia anche degli aspetti negativi. Marathon è davvero molto faticoso perché richiede sempre la massima attenzione ma senza i respawn di un classico deathmatch, rassicuranti checkpoint, la casualità offerta dai suoi più diretti concorrenti, questa letalità si trasforma spesso in game over amaramente lapidari. Lo sanno tutti che morire male è alla base dell'esperienza extraction, ma con un gameplay così competitivo puoi ritrovarti a credere di non aver avuto mai una possibilità, specialmente nelle prime partite. I kit gratuiti che forniscono il minimo indispensabile per rientrare in battaglia non mancano, mentre affrontare il raid e le partite classificate (dove a vincere è la squadra che avrà estratto con più bottino) sarà invece necessario un equipaggiamento dal valore minimo. O si è preparati, o è meglio lasciar perdere.

In un contesto simile, scoprirete, può diventare particolarmente arduo anche completare le missioni, specialmente quelle che richiedono di svolgere ogni loro obiettivo in un'unica partita; fortunatamente quelle di Marathon sono tra le migliori mai applicate al genere e lavorarci sopra, nonostante tutto, è stato per lo più un piacere. Ci sono stati però grossi momenti di sconforto, specialmente mentre cercavo di capire in che modo Marathon volesse essere giocato. Come tutti gli extraction shooter, anche quello di Bungie é pensato per apparire inizialmente criptico, il problema è che vieni lanciato in battaglia senza aver capito lo spirito del gioco, senza aver avuto modo di prenderci la mano se non con la breve introduzione che insegna solo a non prendere sottogamba nessuno, tantomeno la geniale IA dei nemici controllati dal sistema. Puoi prenderne talmente tante, che può passarti la voglia ancora prima di iniziare a capire, a migliorare, insomma a divertirti davvero, ed è proprio quel che sembra accaduto dal giorno di lancio ad oggi. Marathon è partito con delle vendite rassicuranti, ciononostante il numero di giocatori nei server invece che aumentare ha continuato a diminuire fino alle tiepide cifre di questi ultimi giorni. Tra chi ha mollato ce ne sono molti che non lo avrebbero mai apprezzato, i gusti sono gusti, ma chissà quanti hanno chiesto un rimborso con in testa nient'altro che un grosso punto interrogativo, "ma a cosa diamine ho appena giocato?", mentre con un po' di compassione in più, da parte del gioco eh, se ne sarebbe innamorato.

Si può fare di più

Tarkov e Arc Raiders riescono subito a comunicare i loro intenti, Marathon no ed è anche l'unico sviluppato da una software house storica, Bungie, con alle spalle uno dei più grandi nomi dell'industria videoludica, PlayStation. Parliamo di un duo che non avrebbe avuto problemi nell'immaginare, sviluppare e implementare una vera e propria campagna? In Marathon manca persino il più basilare poligono di tiro. Anche solo sette mini storie, una per tipologia di runner, trenta minuti di durata per tener bassi i costi, avrebbero fatto faville e aiutato enormemente a introdurre gli utenti al gioco senza farli scappare a gambe levate.

Rook permette di iniziare a giocare da soli mentre gli altri sono a metà partita
Rook permette di iniziare a giocare da soli mentre gli altri sono a metà partita

Senza contare tutti i modi con i quali potevano trasgredire alla struttura tipica degli extraction che Bungie ha invece deciso di seguire più o meno pedissequamente, arrivando persino ad includere il wipe a fine corsa con il quale tutti questi giochi sono soliti campare ben oltre la loro data di scadenza naturale. L'avanzamento è poi molto lento, il che non è necessariamente un male se comprando Marathon avete già messo in conto di giocarci senza interruzioni, del resto per accedere ai contenuti più avanzati sarà comunque necessario farsi trovare pronti e, proprio come Destiny, Marathon ha l'aria di quei giochi che se non ti ci dedichi totalmente godi soltanto a metà. Quelle venti ore di piacere ce le tiri fuori facili, ma da quel momento in poi Marathon richiederà una dedizione massima che non tutti possono, o hanno voglia, di offrirgli.

Niente cinema, solo agonismo

Marathon è un gioco di ottimo livello, inutile girarci attorno. Come già ribadito, le sette classi personaggi sono estremamente diverse tra loro anche se a prima vista potrebbero non sembrarlo, e cambiano totalmente il modo in cui verrà affrontata la mappa. Le armi sono tantissime, rispondono alla grande e manovrare il proprio alterego, soprattutto nei momenti più concitati, richiede una certa abilità negli shooter in prima persona. Il feeling è quello Bungie, chi frequenta i prodotti di questa compagnia si sentirà immediatamente a casa, tutti gli altri potrebbero soffrirne l'iniziale lentezza, ma come ogni singola funzione di Marathon è solo giocando che le cose andranno lentamente al loro posto.

Giocare in team è indispensabile per sfruttare al massimo Marathon
Giocare in team è indispensabile per sfruttare al massimo Marathon

Sembra una cosa scontata da dire, ma è davvero un'esperienza che migliora prendendoci la mano, molto più che altri extraction shooter dove il viaggio da compagnia dell'anello spesso basta a sé. Non si gioca a Marathon per le passeggiate, si gioca a Marathon per primeggiare; questo non è cinema, è agonismo e di qualità sopraffina. Le mappe inizialmente possono apparire persino detestabili, ma perché non sono le classiche che ti immagineresti di trovare in un gioco simile, non funzionano allo stesso modo: sono più compatte, spingono molto più al combattimento diretto, non offrono chissà quanto loot. Al loro interno propongono però diversi eventi speciali, drastici cambi meteorologici, in modo che ogni partita possa essere sufficientemente diversa dalla precedente. La cosa divertente è che oggi le adoro per gli stessi motivi per cui le odiavo.

In team, da soli o con Rook

Marathon permette di entrare in azione in team da tre giocatori, o da soli. Negli ultimi giorni, a grande richiesta, ma potevano arrivarci da soli e subito, è stata aggiunta anche la modalità per due giocatori che però è ancora in fase di testing. Chi gioca in due incontrerà squadre da due, chi gioca in tre finirà su server dove partecipano solo squadre da tre, ma i solitari hanno due opzioni: giocare da soli utilizzando qualsiasi personaggio su server dove circolano altri come loro, o scegliere il telaio/personaggio Rook.

Avete mai visto un gioco dove l'IA è quasi più pericolosa dei nemici umani?
Avete mai visto un gioco dove l'IA è quasi più pericolosa dei nemici umani?

Con Rook non potrete completare missioni né scegliere l'equipaggiamento, inoltre verrete inseriti in partite già in corso e contro squadre complete, ma potrete autocurarvi senza l'ausilio di medikit e diventare pressoché invisibili per brevi segmenti di tempo. Rook è una buona idea, giocare da soli è sempre divertente in entrambe le formule proposte, ma questo è un titolo che dà il suo meglio in affiatatissimi team da tre. Come in tutti i giochi, affidarsi al matchmaking è una ruota della fortuna: puoi capitare con altre due persone che sanno quel che fanno, o con i più comuni scavezzacollo che senza nessuna coordinazione finiscono per far ammazzare tutti. Avere un giro di amici con i quali giocare, entrare in una community per trovarli, è fondamentale per sfruttare al meglio Marathon; da soli si può arrivare fino ad un certo punto.

Ce lo conferma il Crio-archivio primo contenuto ad alto livello fresco fresco di pubblicazione che oltre a richiedere il livello 25, aver sbloccato tutti i referenti e un equipaggiamento dal valore minimo di 5000 crediti, ci infila in un laboratorio che sembra uscito da un FPS vecchia scuola, zeppo di pericoli come di bottini pesanti, difficilissimo.

Adesivi in abbondanza

L'ambientazione di Marathon è rarefatta, misteriosa, allo stesso tempo è senza alcun dubbio la più interessante e complessa tra quelle viste in un extraction shooter. I personaggi che ci forniranno missioni, upgrade e anche un po' di indispensabile equipaggiamento gratis, sono a dir poco straordinari; sbloccare la quarta mappa ha richiesto ai giocatori di organizzarsi dapprima per cercare di capire cosa fare, decifrando anche criptici messaggi, e poi per farlo in modo coordinato. Una sorta di alternative reality game in scala minore che ha reso l'avvento del nuovo contenuto un'avventura a parte.

Una lore così, solo Bungie...
Una lore così, solo Bungie...

Il database del gioco si arricchirà man mano di voci che permettono di conoscere sempre più a fondo questo atipico mondo e di ricevere anche qualche buon consiglio per orientarsi nelle mappe e utilizzare al meglio le diverse dotazioni. Alcune sono accompagnate da immagini in una sorta di codice ASCII, altre hanno un aspetto ancora più peculiare e sembrano nascondere chissà quale segreto. Era da tanto che non trovavo un database così interessante, che ho il piacere di leggere ogni volta che compare una nuova voce. Completando le sfide del database è possibile sbloccare anche degli oggetti cosmetici, che sono mediamente bellissimi, ma sono talmente tanti che perdono un bel po' di importanza. Questo pesa anche sul pass ricompense a pagamento che si rivela composto prevalentemente da tonnellate di skin, adesivi e gingilli estetici per le armi, e una sola skin dedicata alla classe teppista. In pratica se il primo premio è per un telaio/personaggio che magari usi poco, non c'è alcun senso nell'investirci sopra visto che non viene data nemmeno valuta in cambio. Speriamo che per le prossime stagioni venga offerto di meglio, devono farlo se ne vogliono vendere a sufficienza.

Chi ha rubato i colori?

Chiudiamo con tecnica, grafica e sonoro. Marathon è un prodotto estremamente rifinito, privo di grossi bug e tra le tante ore dedicategli abbiamo sofferto un unico problema alla mappa che è stato da un certo punto in poi completamente risolto. Se rimangono alcune sbavature, è possibile trovarle nell'interfaccia grafica che nel suo voler essere originale ad ogni costo ha perso un po' di vista l'indispensabile intuitività. Ci si fa l'occhio, soprattutto su PC dove solitamente si gioca su un monitor, mentre su televisore alcune icone appaiono fin troppo piccole e difficilmente leggibili. Sullo stile visivo si è già detto e scritto tantissimo, a qualcuno potrà piacere meno che ad altri, ma la qualità del lavoro svolto è innegabile. Marathon è bellissimo da vedere: t'appaga con i suoi colori pieni, t'avvolge con le sue atmosfere e ti solleva con un tappeto musicale meravigliosamente alieno. Gli ottimi lavori svolti in fase di traduzione e doppiaggio in italiano non fanno altro che portare i valori produttivi a un livello ancora più alto. Gli effetti sonori sono naturalmente studiati per essere importantissimi ai fini di gioco. Non è un gioco fatto nei ritagli di tempo e al risparmio, ma un prodotto su cui è stata riversata tantissima cura.

Conclusioni

Versione testata PC Windows
Digital Delivery Steam, PlayStation Store, Microsoft Store
Multiplayer.it
8.0
Lettori (23)
7.0
Il tuo voto

Marathon è un extraction shooter per chi ama il team deathmatch puro, un mistero di falene e robotica da risolvere partita dopo partita, una sfida per chi sa far volare il mouse e far ballare le dita sul pad, una cassaforte ben chiusa e foriera di segreti. Ma è anche asettico, chimico, brutale, addirittura schivo, non vuole la tua attenzione, ma se ci caschi dentro ecco che non smetti di pensarci. Marathon è un gioco di altissimo livello, fatto benissimo, rifinito come pochi. I suoi punti più deboli sono quelli che prende in carico dal genere a cui ha scelto di ispirarsi, con Bungie che avrebbe potuto essere più coraggiosa nel riformulare alcune meccaniche degli extraction shooter. Il grande scivolone è la mancanza di un vero processo di apprendimento, sono queste prime dieci o più partite nelle quali fatichi a capire cosa vuole Marathon da te. Inoltre va considerato anche lo stato di salute del gioco, la cui utenza continua a calare sensibilmente ogni settimana. Non sono stati ancora raggiunti i livelli di guardia, ma è un fattore da tenere a mente in fase d'acquisto, specialmente se farete passare altro tempo. Riusciranno per esempio i nuovi contenuti, che offrono una difficoltà ancora più alta, a invertire la rotta? Oppure il mix proposto da Bungie non ha fatto semplicemente colpo? Ma questo è un dubbio che la recensione non può sciogliere. Il gioco c'è, eccome se c'è, è il pubblico che potrebbe non accorgersene.

PRO

  • Stile audiovisivo originale e vincente
  • Sette telai/personaggi estremamente diversi tra loro
  • Metanarrativa misteriosa e coinvolgente.

CONTRO

  • Introduzione insufficiente, niente tutorial né poligono di tiro
  • Se non hai un gruppo, godi solo a metà
  • Non ci sono strumenti particolarmente divertenti da usare