God of War, alla scoperta di Sköll e Hati, i due lupi che segneranno l’inizio del Ragnarök

In occasione della loro comparsa nell'ultimo trailer dedicato a God of War Ragnarok, andiamo alla scoperta dei lupi Sköll e Hati, coloro che faranno calare le tenebre sul mondo.

SPECIALE di Mattia Pescitelli   —   18/09/2022
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Con un certo grado di sorpresa, God of War Ragnarok ha concluso l'ultimo State of Play di Sony sfoggiando un trailer decisamente corposo, interamente dedicato alle vicende che andremo ad affrontare il prossimo 9 novembre, quando il gioco farà il suo debutto sul mercato internazionale.

Tanti sono gli elementi messi in luce, dai già visti (ma ulteriormente approfonditi) nuovi volti che incontreremo lungo il cammino, come il dio Tyr, alle inedite (e ancora enigmatiche) figure che appaiono anche solo brevemente, come il misterioso viandante che si presenta alla porta di Kratos e Atreus (che non sia proprio il dio vagabondo, padre del tutto, Odino?).

Senz'altro, però, la sequenza che più è rimasta impressa nella mente dei giocatori è quella del gigantesco squarcio nel cielo che annienta il giorno in favore della notte. Ecco, quando abbiamo visto quel piccolo frammento (certamente incompleto, ma altamente suggestivo), un lungo brivido ha attraversato la nostra colonna vertebrale, a seguire l'arco discendente di quel movimento così sinuoso e sensuale, che tagliava lo schermo diagonalmente. Il brivido non è dovuto tanto alla formidabile messa in scena, quanto a quello che vi abbiamo riconosciuto. La situazione è più o meno questa: alla destra di Atreus siedono due lupi. Quando questi scaglia una freccia verso l'eclissi che si sta compiendo in cielo, uno dei lupi si prodiga in un volo senza ali, lanciato all'inseguimento del sole. Alle sue spalle, il velo del giorno si lacera letteralmente e lascia spazio alla notte, governata dalla luna (ma anche il regno di quest'ultima, molto probabilmente, durerà poco). In questa breve sequenza, montata magistralmente all'interno del trailer, non abbiamo potuto far a meno di riconoscervi il mito di Sköll e Hati, i due lupi costantemente all'inseguimento del sole e della luna. Coloro che porteranno le tenebre sulla terra quando raggiungeranno e inghiottiranno i due corpi celesti. Coloro che daranno inizio al Ragnarök.

Ma andiamo con ordine e immergiamoci nel fantasmagorico mondo della mitologia norrena, alla scoperta di Sköll e Hati.

L’origine mitologica

God of War: i due lupi all'inseguimento del sole e della luna, J. C. Dollman, 1909
God of War: i due lupi all'inseguimento del sole e della luna, J. C. Dollman, 1909

L'importanza di Sköll e Hati all'interno della mitologia nordica è attestata diverse volte nelle fonti a noi pervenuteci. Sia nell'Edda poetica (nel Grímnismál e nella Völuspá), sia nell'Edda in prosa (nel Gylfaginning) vengono nominati due lupi, i figli di Fenrir, egli stesso primogenito del dio Loki. Nella Völuspá è scritto che la progenie di Hróðvitnir (il "lupo famoso") viene cresciuta da una gigantessa (probabilmente Angrboða, madre dei figli di Loki) in Járnviðr (la "foresta di ferro"). Tra questi troviamo anche Sköll e Hati Hróðvitnisson.

Bizzarramente, solo il secondo presenta il patronimico (letteralmente "figlio del lupo famoso"). Alcuni, tra cui lo studioso Rudolf Simek, hanno cercato di spiegare questa peculiarità con la possibile sovrapposizione delle figure di Sköll e Fenrir, dato che quest'ultimo (specificatamente nella stanza 46 della Vafþrúðnismál) viene indicato come colui che insegue e che divorerà la dea Sól (il sole, appunto). Tale cortocircuito si viene a creare anche leggendo la stanza 34 della Grímnismál.

Si chiama Sköll il lupo/che segue la dea splendente nascosto tra i boschi;/e un altro, Hati, che di Hróðvitnir è il figlio,/precede la chiara sposa del cielo.

Qui possiamo vedere come il secondo sia l'unico a essere attestato come il figlio di Fenrir, in una costruzione della frase che, tra l'altro, può far pensare a un diretto riferimento allo stesso Sköll quando viene utilizzata la kenning succitata per indicare il primogenito di Loki. Tuttavia, l'idea più attestata è quella secondo cui i due giganti, Sköll e Fenrir, siano entità differenti.

L’eterno inseguimento

God of War: Sköll e Hati in un'illustrazione di Willy Pogany, 1920
God of War: Sköll e Hati in un'illustrazione di Willy Pogany, 1920

Quella di Sköll e Hati è una vita in continuo movimento, dato che sono destinati a inseguire la dea Sól e il dio Máni (il sole e la luna) fino alla fine dei tempi. Il senso di questo mito è quanto di più poetico e ferale possa esistere: per spiegare il ciclo del giorno e della notte, gli antichi fedeli del verbo nordico-germanico hanno creato l'immagine figurata di un inseguimento disperato, che porta i due corpi celesti a compiere il loro ciclo per salvarsi dalle fauci dell'oblio personificato.

C'è anche chi (ancora una volta troviamo lo zampino di Simek) ha visto nelle due figure dei lupi la possibile interpretazione da parte degli ignari popoli germanici dei fenomeni atmosferici noti come "parelio" e "paraselenio", ovvero particolari eventi che consistono nella creazione di due fasci luminosi ai lati del sole (il primo) e della luna (il secondo). Tale effetto ottico è dovuto alla rifrazione della luce emessa/proiettata dai due corpi da parte dei cristalli di ghiaccio che compongono i cirri, un particolare tipo di nubi. L'effetto finale può far pensare a delle fantasmatiche e appena percettibili fauci spalancate, pronte a fagocitare i luminosi guardiani del cielo, subliminale ed eterno monito dell'inevitabile conclusione del "cerchio". Quando il momento arriverà, infatti, i due fratelli inghiottiranno i loro eterni avversari, portando le tenebre sulla terra e dando ufficialmente inizio agli eventi del Ragnarök.

Sköll e Hati in God of War Ragnarok

God of War: Kratos e Atreus in compagnia di Sköll e Hati
God of War: Kratos e Atreus in compagnia di Sköll e Hati

Come accennavamo all'inizio, Sköll e Hati saranno sicuramente presenti all'interno dell'ormai imminente God of War Ragnarok, ma non è la prima volta che i loro nomi compaiono all'interno del mondo creato da Santa Monica Studio. Infatti, Il buon vecchio Mímir già ci aveva introdotto alla storia dei due lupi nel 2018. La loquace testa racconta di come i figli di Fenrir siano stati catturati da Odino e tenuti prigionieri nei canili di Asgard per molto tempo, fino a che, attraverso la magia, non li ha costretti a inseguire Sól e Máni, ammutinatisi al domino del dio-tiranno e fermatisi in cielo. In questo modo, il padre del tutto pensava di avere il controllo del suo destino (proprio i due lupi saranno coloro che daranno il via al Ragnarök, e quindi alla disfatta di Odino), ma non aveva calcolato l'intervento semi-divino del Fantasma di Sparta.

Il trailer dello State of Play di settembre ci ha mostrato i due lupi al fianco di Kratos e Atreus durante una misteriosa eclissi solare. La scena, vista così, senza contesto alcuno, è un po' ambigua. Infatti, Loki (che dovrebbe essere il nonno dei due lupi secondo il "canone" mitologico ufficiale), scagliando una freccia verso i due corpi celesti allineati, "lancia" Sköll all'inseguimento del sole. Ciò crea un vero e proprio squarcio nel cielo. Ora, a cosa stiamo assistendo? È solo la genesi di questa "caccia" oppure Santa Monica ha pensato fosse più adatto fondere le due vicissitudini mitologiche in un unico evento altamente spettacolare?

God of War: Atreus apre la via ai "nipoti"
God of War: Atreus apre la via ai "nipoti"

Da quanto abbiamo potuto vedere, nonostante l'inseguimento tra Sköll e Sól sia appena cominciato, la lacerazione del cielo porta a pensare che quell'azione rappresenti il "la" per l'imminente Ragnarök evocato dal titolo, dato che il giorno sembra proprio venire annichilito dal passaggio del lupo. Però potrebbe rappresentare anche una fase intermedia, che porterà a vivere il gioco in una sorta di "effetto accelerato", con il giorno e la notte che si susseguono in modo estremamente rapido fino all'effettivo avvento del "giudizio degli dei" (una situazione luminosa che potrebbe ricordare la suggestiva sequenza notturna, ambientata tra le rovine di una Écoust-Saint-Mein accesa dalla fugace fiammata dei bengala, presente in 1917; anche quest'ultima, tra l'altro, un'opera che vive dell'estetica del piano sequenza, quindi sicuramente presente all'interno del bagaglio culturale del team californiano). Ma potrebbe rappresentare, ancora, una prima fase della liberazione dei giganti dall'aspetto di lupo. Infatti, ciò che vediamo è solo lo slancio in cielo di Sköll. Non sappiamo se Hati verrà rilasciato immediatamente, oppure se seguirà una particolare "gestazione", con i Nove Regni immersi nella parziale oscurità della notte. Inoltre, il fatto che le due divinità del cielo siano ferme, fa pensare che il duo Atreus/Kratos abbia liberato i lupi dal giogo di Odino, così da poter veramente dare il via all'inseguimento che porterà alla fine della tirannia degli Æsir.

God of War: Ragnarok o non Ragnarok?
God of War: Ragnarok o non Ragnarok?

A prescindere da tutto, il livello altamente evocativo raggiunto da Santa Monica Studio nell'adattare dei momenti chiave proveniente da una tradizione che per secoli ha vissuto solamente di parole sembra essere veramente di prim'ordine, ancora una volta interamente dedicato a una e una sola necessità: la creazione di uno spettacolo pirotecnico capace di catturare l'occhio allo stesso modo di come le parole degli scaldi catturavano la mente.

Questo è stato il nostro viaggio alla scoperta di Sköll e Hati. Speriamo, come sempre, che questo speciale abbia stimolato la vostra curiosità e vi invitiamo a recuperare anche gli altri articoli dedicati all'argomento (tra quelli non ancora citati trovate Thor, Jormungandr, Freya, le valchirie e Midgard). Vi aspettiamo nei commenti per sentire i vostri pronostici riguardanti la (possibile) avventura conclusiva di Kratos e Atreus.