Far Cry 6, la recensione del nuovo capitolo della serie Ubisoft

Il nuovo capitolo della serie Ubisoft ci mette nei panni di Dani Rojas, un ex guerrigliero determinato a guidare la rivoluzione a Yara: la recensione di Far Cry 6

RECENSIONE di Tommaso Pugliese   —   06/10/2021
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Far Cry 6 segna a suo modo una piccola rivoluzione per la serie Ubisoft, mettendoci al comando di un personaggio che parla, che vediamo durante le sequenze di intermezzo e nelle fasi esplorative all'interno degli avamposti, che vanta una propria personalità e che può essere un uomo o una donna a seconda della scelta che andremo a compiere nelle primissime fasi della campagna.

Allo stesso tempo ci troviamo di fronte un capitolo tradizionale dal punto di vista della struttura, dotato di un'ampia mappa, quella dell'isola caraibica di Yara, chiaramente ispirata a Cuba, che potremo esplorare liberamente per cimentarci con missioni principali o secondarie. Il territorio include tre grosse regioni, ognuna con un diverso gruppo di rivoluzionari con cui cercare di allearci al fine di spodestare il dittatore Anton Castillo.

Interpretato da Giancarlo Esposito, il Gus Fring di Breaking Bad e il Moff Gideon di The Mandalorian, Castillo rappresenta un altro elemento tradizionale per il franchise, ovverosia il villain spietato, ma carismatico che si contrappone all'eroe di turno e che può contare sul supporto di diversi luogotenenti. Inutile dire che dovremo eliminarli tutti, uno per uno, prima di affrontare El Presidente e portare a termine la missione.

Sarà davvero Dani Rojas la scintilla che guiderà gli uomini e le donne del gruppo ribelle di Libertad verso la vittoria, consentendogli di liberare la loro isola dall'oppressore? E soprattutto sarà questo sesto capitolo della serie Ubisoft a segnare il miglior debutto possibile per il brand sulle piattaforme di nuova generazione?

Scopritelo nella recensione di Far Cry 6.

Storia

Far Cry 6, il protagonista Dani Rojas nella versione maschile
Far Cry 6, il protagonista Dani Rojas nella versione maschile

È una notte decisiva per Dani Rojas: orfano, cresciuto in mezzo alla violenza, divenuto guerrigliero, vuole abbandonare una volta per tutte Yara insieme a un'amica d'infanzia. È tutto pronto, la barca che li porterà clandestinamente in America li aspetta al porto, ma qualcosa non va per il verso giusto: le truppe di Castillo fanno irruzione nel quartiere e cominciano a sparare.

Dani riesce a fuggire in qualche modo e raggiunge l'imbarcazione che però, una volta al largo, viene intercettata dalla guardia costiera. Nella stiva stipata di persone scende nientemeno che il presidente Anton Castillo, evidentemente alla ricerca di qualcuno: il suo giovane figlio Diego, che stava cercando di fuggire insieme ai disperati. Il ragazzino accetta di tornare a Esperanza in cambio di un atto di clemenza, ma il dittatore fa aprire il fuoco contro la nave e vengono uccisi tutti... a parte Dani.

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Condotto dalle onde sulle rive di Isla Santuario, il ragazzo viene accolto da Clara Garcia, capo del gruppo ribelle Libertad, che gli chiede di unirsi alla lotta e gli presenta l'ex guerrilla Juan Cortez, esperto di strategie militari e costruttore di potentissime armi come il Supremo: uno zaino lanciamissili. Le energie e la sete di vendetta di Dani nei confronti di Castillo, tuttavia, non saranno sufficienti: per fare la rivoluzione a Yara servirà ottenere l'aiuto di altre fazioni.

Parliamo della famiglia Montero, che opera nella regione di Madrugada ed è guidata da Carlos, un uomo burbero e letale ma giusto; delle Leggende del '67, i vecchi rivoluzionari che avevano spodestato il padre di Anton, guidati dall'esuberante El Tigre e attivi nel territorio di El Este insieme agli studenti ribelli de La Moral; e infine dei Maxima Matanzas, che portano avanti la loro lotta a base di musica e trasgressione nella Valle de Oro.

Far Cry 6, Dani durante una riunione con i Montero
Far Cry 6, Dani durante una riunione con i Montero

Come accennato in apertura, rispetto ai precedenti episodi Far Cry 6 consente di conoscere, vedere e sentire il protagonista della storia, in particolare attraverso sequenze d'intermezzo che abbiamo trovato davvero ben scritte e ci hanno ricordato tantissimo quelle, eccellenti, della serie Wolfenstein: un mix di violenza e humor nero, ma anche di tante emozioni raccontate nella maniera giusta.

Ecco, in tal senso bisogna dire che il cattivo interpretato da Giancarlo Esposito è senz'altro convincente e dotato di un indubbio spessore, specie nel finale, ma la sua è una figura stereotipata e francamente prevedibile, priva delle peculiarità che ancora oggi ci fanno ricordare personaggi come Vaas Montenegro, Pagan Min e Joseph Seed. In tal senso abbiamo apprezzato di più i comprimari, capaci di portare sullo schermo situazioni non banali e di farlo in maniera talvolta sorprendente.

Far Cry 6 non ha il doppiaggio in italiano

Non sappiamo onestamente quale sia il motivo, ma Far Cry 6 non include un doppiaggio in italiano: il gioco è localizzato nella nostra lingua solo in maniera parziale, dunque con interfaccia e sottotitoli. Si tratta di una scelta che fa inevitabilmente storcere il naso, visto che gli episodi precedenti erano tutti doppiati e questo capitolo vanta il parlato in inglese, francese, tedesco, spagnolo, portoghese, russo e giapponese, ma non in italiano, appunto. Se anche conoscete l'inglese e volete giocare senza stare a guardare i sottotitoli, finirete inevitabilmente per perdervi qualcosa per via del marcato accento spagnolo dei personaggi, che rende le frasi poco chiare nei momenti concitati. Peccato.

Struttura

Far Cry 6, un giro a cavallo
Far Cry 6, un giro a cavallo

Se sul fronte della narrazione Far Cry 6 vanta alcune interessanti novità, lo stesso non si può dire della struttura di gioco, che ricalca in maniera abbastanza fedele quanto visto nei precedenti capitoli della serie. Ci sono dunque le regioni, ognuna con i suoi boss da eliminare al termine di una sequenza più o meno corposa di missioni, e l'immancabile abbondanza di incarichi secondari, tesori da scoprire, postazioni da distruggere e così via.

La progressione viene regolata da un livello di esperienza in stile RPG che chiarisce molto bene quali zone siano o meno alla nostra portata e da quali invece sarebbe meglio tenersi alla larga. La presenza di torrette antiaeree rende inoltre impossibile esplorare rapidamente l'intera isola a bordo di un aereo o di un elicottero, a meno che prima non si sia appunto provveduto a neutralizzarle.

Far Cry 6, un combattimento con un elicottero
Far Cry 6, un combattimento con un elicottero

Le limitazioni rispetto alla voglia di spostarsi, ad ogni modo, sono ben poche: Far Cry 6 sblocca fin da subito attrezzature che in passato bisognava conquistare, dal paracadute alla tuta alare, dal rampino alla possibilità di "ordinare" un qualsiasi veicolo e vederselo comparire a pochi metri per poi salire a bordo e seguire il percorso che ci porterà verso il prossimo obiettivo.

Moto, quad, auto, fuoristrada, blindati, camion, carri armati, i già citati elicotteri e aerei, scattanti buggy e persino cavalli o droni con l'abitacolo saranno sempre a disposizione a patto di depositarli in garage, ma potremo anche optare per la comodità dei viaggi rapidi verso un qualsiasi punto di interesse visitato in precedenza. Non si viene insomma costretti a esplorare lo scenario se non nella maniera che preferiamo.

Far Cry 6, un giro in auto per attraversare rapidamente la mappa
Far Cry 6, un giro in auto per attraversare rapidamente la mappa

Nonostante queste semplificazioni riducano tempi morti, la durata della campagna si attesta sulle ventisette ore anche laddove si lasci qualcosa indietro, ponendo Far Cry 6 probabilmente come il capitolo più lungo e corposo della serie. Completata la storia, inoltre, ci si può dedicare a un endgame che verrà aggiornato di settimana in settimana, oppure dedicarsi agli incarichi lasciati in sospeso in attesa dei già annunciati DLC dedicati ai villain più iconici del franchise.

Risultano particolarmente interessanti, da questo punto di vista, le Operazioni Speciali. Si tratta di missioni accessibili all'interno di un qualsiasi hub, parallelamente alle spedizioni dei nostri guerriglieri mirate al semplice ottenimento di nuove risorse, che è possibile affrontare in solitaria oppure in cooperativa. Per il momento ce ne sono due: Mesozoico, ambientata in un enorme parco tematico dedicato ai dinosauri, e Maceo, che ci porta nell'omonima città. In entrambi i casi l'obiettivo è rubare un pericoloso composto chimico e portarlo al sicuro.

Gameplay

Far Cry 6, il protagonista armato di fucile ripulisce una postazione nemica
Far Cry 6, il protagonista armato di fucile ripulisce una postazione nemica

Sicuramente una sintesi delle ultime esperienze della casa francese, con particolare riferimento a Ghost Recon Wildlands (la recensione) e Ghost Recon Breakpoint (la recensione), il gameplay di Far Cry 6 si muove fra alti e bassi, caratterizzato come detto da un sistema di progressione che punta a fare in modo che sia il giocatore ad auto-regolarsi di fronte all'eccessiva sfida di determinate aree della mappa che tuttavia non gli sono precluse.

Gli sviluppatori hanno pensato giustamente di conferire agli headshot una valenza prioritaria a prescindere dal livello di esperienza, e bisogna riconoscere che le eliminazioni dalla distanza possono svolgere un ruolo fondamentale nelle manovre di approccio a una base piena di soldati appartenenti alle truppe di Castillo, ma lo stealth ravvicinato fra accovacciamenti e pugnali si rivela abbozzato e poco entusiasmante.

Far Cry 6, il protagonista avanza ad armi spianate al tramonto
Far Cry 6, il protagonista avanza ad armi spianate al tramonto

I problemi si verificano tuttavia quando i combattimenti si fanno più serrati e frenetici: in tale frangente la precisione delle hitbox appare spesso manchevole, i fucili d'assalto diventano quasi inutilizzabili per via della mira traballante di Dani (mitigabile solo a un certo punto, tramite lo sblocco di specifiche estensioni) o del caricatore cortissimo, e ci sono alcune situazioni in cui questi fattori risaltano in maniera molto evidente, costringendoci a ripetere ancora e ancora sequenze in cui sembra di sparare a salve contro i bersagli.

Non aiuta in tal senso l'intelligenza artificiale dei nemici, che spesso e volentieri puntano unicamente sulla superiorità numerica e su eventuali tipologie speciali e corazzate per stanarci e infliggerci danni effettivamente ingenti, con colpi che a volte non si capisce neanche da dove arrivino e da cui potremo recuperare solo allontanandoci rapidamente o utilizzando le "medicine" sulla base di un indicatore che si ricarica col tempo.

Far Cry 6, l'adorabile Chorizo può essere accarezzato come tutti gli altri Amigos
Far Cry 6, l'adorabile Chorizo può essere accarezzato come tutti gli altri Amigos

La gestione dell'arsenale appare un po' confusionaria, anche qui con ben poche limitazioni: potremo equipaggiare qualsiasi arma sbloccata e in qualsiasi momento, ad esempio un lanciarazzi laddove dovessimo fronteggiare un carro o un elicottero, ma i potenziamenti derivanti dall'installazione degli accessori e la modifica dei proiettili saranno possibili solo presso i tradizionali banchi di lavoro negli avamposti. Difficilmente vi concederete il lusso di provare le armi speciali o le varianti del Supremo, preferendo qualcosa di più pratico ed efficace: un'occasione sprecata in termini di game design.

Gli Amigos, ovverosia i compagni, nel caso di Far Cry 6 sono tutti animali fin troppo intelligenti che vanno sbloccati nel corso della campagna, portando a termine specifici incarichi. Ci sono quelli silenziosi che fungono da distrazione per i soldati ostili, come ad esempio l'adorabile Chorizo, il cucciolo paraplegico, oppure quelli che attaccano in maniera violenta come il coccodrillo Guapo e il gallo Chicharron. Ricorrere al loro aiuto non è però fondamentale, quando salirete su di un veicolo li lascerete indietro e a un certo punto quasi vi dimenticherete di chiamarli.

La modalità cooperativa

Far Cry 6 può essere giocato in cooperativa insieme a un amico, e abbiamo avuto modo di provare anche questa esperienza durante i nostri test. Utilizzando un normale invito si entra nella partita dell'ospitante e si gioca secondo le sue regole, ovverosia il livello di esperienza raggiunto da lui e dai nemici presenti nella mappa. Eventuali progressi vengono però memorizzati per entrambi gli utenti, e volendo è possibile affrontare l'intera campagna in due: un extra che per alcune persone potrebbe avere un grande valore.

Realizzazione tecnica

Far Cry 6, i panorami tropicali di Yara
Far Cry 6, i panorami tropicali di Yara

Abbiamo giocato Far Cry 6 su PS5 ed è indubbio che l'introduzione dei 60 fps faccia una grossa differenza rispetto alla precedente generazione di console, ancora meglio se accompagnata da una risoluzione che raggiunge i 4K (non nativi, immaginiamo) e da un texture pack opzionale che aumenta in maniera visibile la definizione dei vari asset, aggiungendo importanti dettagli al mondo di gioco.

Ecco, purtroppo dobbiamo dire che l'isola di Yara visivamente non ci ha conquistato, anzi abbiamo trovato un po' troppo generici gli elementi grafici che ne adornano i paesaggi, nessuno dei quali ci ha colpiti in maniera paragonabile ai tantissimi scorci suggestivi di Assassin's Creed Valhalla (la recensione). Una grossa mancanza per un'isola tropicale che dovrebbe fare proprio dei suoi panorami un punto di forza.

Far Cry 6, il dittatore Anton Castillo con la sua tradizionale espressione di disappunto
Far Cry 6, il dittatore Anton Castillo con la sua tradizionale espressione di disappunto

Le cutscene girano a 30 fps, pur con qualche scatto di troppo, ma utilizzano modelli poligonali più sofisticati e una direzione a nostro avviso eccellente, che gli consente di svolgere un importante ruolo di caratterizzazione dei personaggi sulla base di una scrittura brillante, che mette in scena situazioni al limite dell'assurdo e ci avvicina come non mai anche al protagonista, alle sue motivazioni e ai suoi punti di vista.

In-game la qualità è quella a cui Ubisoft ci ha abituati, il ciclo giorno-notte valorizza gli sfondi con un solido sistema di illuminazione e il supporto per l'HDR, ma le superfici sono un po' troppo piatte e l'uso combinato di cubemap e screen space reflection sulle pozzanghere non riesce ovviamente a colmare la mancanza del ray tracing nelle versioni console. Abbiamo scritto per approfondimento per sapere tutte le differenze della versione PC di Far Cry 6 con PS5 e le funzionalità esclusive.

Far Cry 6, Dani in compagnia delle Leggende del '67
Far Cry 6, Dani in compagnia delle Leggende del '67

Il controller DualSense viene sfruttato in maniera convinta dal gioco, con le varie armi che producono una reazione differente dei trigger adattivi e il feedback aptico che trasmette i colpi subiti, la furia delle battaglie o le asperità dei terreni che percorriamo a piedi o a bordo di un veicolo.

Per quanto riguarda infine il comparto sonoro, l'interpretazione dei dialoghi in inglese è piuttosto convincente ma le musiche che sentiremo durante la nostra permanenza a Yara saranno per lo più di derivazione latinoamericana: se non apprezzate il genere vi ritroverete sempre a spegnere l'autoradio.

Commento

Versione testata PlayStation 5
Prezzo 69,99 €
Multiplayer.it

7.8

Lettori (47)

6.9

Il tuo voto

Far Cry 6 introduce alcune interessanti novità sul fronte dell'impianto narrativo, con un protagonista finalmente parlante e presente sulla scena, una sceneggiatura a tratti brillante e una serie di comprimari interessanti e ben caratterizzati. Purtroppo fa eccezione proprio il villain interpretato da Giancarlo Esposito, la cui figura appare stereotipata e priva di peculiarità, mentre la struttura con le sue regioni e i suoi luogotenenti si rivela fin troppo tradizionale. Il gameplay funziona bene in alcuni frangenti ma le perplessità sono tante e determinate situazioni le fanno colpevolmente risaltare, mentre ci si muove all'interno di un'ambientazione molto estesa ma spesso generica e priva di personalità.

PRO

  • Protagonista e comprimari ben caratterizzati
  • Cutscene in stile Wolfenstein, eccellenti per direzione e scrittura
  • Una grande quantità di contenuti
  • Grafica a 4K e 60 fps sulle console di nuova generazione
CONTRO
  • Il villain di Giancarlo Esposito non lascia il segno
  • Gameplay che si muove fra alti e bassi
  • Scenari spesso generici e privi di personalità
  • Manca il doppiaggio in italiano