Sono trascorsi quasi due anni dal lancio di Monster Hunter Wilds, l'ultimo esponente della serie di Capcom dedicata alla caccia dei mostri. Due anni in cui il pubblico si è mostrato molto diviso su questo nuovo capitolo: c'è chi l'ha amato alla follia e chi invece ha preferito tornare a giocare a World o Rise. L'unica cosa sicura è che Monster Hunter Wilds non è un gioco perfetto. Non lo era il giorno del lancio e non lo è nemmeno ora, nonostante i mesi di patch e aggiornamenti gratuiti pubblicati dagli sviluppatori.
Oggi vogliamo fare il punto della situazione su Monster Hunter Wilds. I cambiamenti sono stati davvero tanti e alcuni sono assolutamente degni di nota. Si va dal miglioramento delle performance su PC alla rivisitazione dell'endgame, che finalmente soddisfa anche i giocatori più accaniti, fino ad arrivare all'aggiunta di nuovi mostri e strumenti per potenziare il nostro cacciatore. Siamo dunque pronti a rispondere alla domanda: cosa vi aspetta se doveste iniziare il gioco oggi o se l'aveste abbandonato subito dopo il lancio?
Problemi di performance finalmente risolti
Partiamo dal punto dolente, ovvero le prestazioni. Monster Hunter Wilds è stato pesantemente criticato al momento della pubblicazione per il comparto tecnico non all'altezza delle aspettative, in particolare su PC. Cali di frame rate, texture che non si caricavano, un utilizzo spropositato della memoria video e glitch di vario tipo erano solo alcune delle problematiche riscontrate dai giocatori su Steam, una cosa che ha fatto crollare il numero di recensioni positive sulla piattaforma.
Gli sviluppatori hanno riconosciuto subito il problema, ma non sono stati in grado di risolverlo in tempi brevi. Il Title Update 2 arrivato nel corso della stessa estate ha sistemato la compilazione degli shader e ha aggiunto il supporto a DLSS 4 e FSR 4, ma è stato necessario attendere il periodo compreso tra la fine del 2025 e l'inizio del 2026 per ricevere finalmente le tanto attese correzioni. Il Title Update 4 del 16 dicembre ha portato oltre cento interventi di ottimizzazione su tutte le piattaforme, distribuendo su più frame i carichi di lavoro più pesanti, mentre la patch dedicata a Steam del 28 gennaio 2026 ha aggiunto una scheda CPU nelle opzioni e ha ricostruito da zero il pacchetto texture ad alta risoluzione, che oggi occupa ben 45 gigabyte in meno di prima.
Ora il gioco è in splendida forma anche su PC, con consumi di risorse ridotti per renderlo giocabile persino su configurazioni di fascia bassa. Il segnale più chiaro è arrivato da Capcom stessa, che dopo il Title Update 4 ha rimosso il benchmark da Steam perché non rispecchiava più le prestazioni della versione aggiornata del gioco. Purtroppo, però, questa situazione è stata pagata a caro prezzo: molti videogiocatori hanno abbandonato Wilds strada facendo, tant'è che ancora oggi il punteggio complessivo su Steam si ferma a un 50%, un numero che registra ancora il rancore di un anno intero di attese.
È un vero peccato, perché in questi mesi gli sviluppatori hanno lavorato su diversi altri fronti critici e hanno migliorato ogni aspetto del videogioco.
Tanti nuovi mostri, sempre più difficili
Il bestiario ha rappresentato un'altra nota stonata al momento del debutto. Nonostante la varietà dei mostri fosse notevole, il numero totale delle prede lasciava un po' a desiderare. Questo, unito alla scarsa difficoltà della campagna, ha fatto infuriare i giocatori più hardcore, alla ricerca di un alto livello di sfida e di tanti mostri difficili da padroneggiare e abbattere. Anche in questo caso gli sviluppatori hanno pubblicamente ammesso il problema, ovvero la loro volontà di realizzare un gioco base più semplice per renderlo ancora più accessibile rispetto a World.
Il lavoro di recupero è cominciato immediatamente. Il Title Update 1 uscito subito ad aprile 2025 ha portato Mizutsune e ha reso Zoh Shia un mostro da cacciare un numero infinito di volte a partire dal grado cacciatore 50, il Title Update 2 ha riportato in scena Lagiacrus, con tanto di fasi di combattimento subacqueo ricostruite apposta per lui, e Seregios con il suo fastidiosissimo sanguinamento. A settembre è toccato a Omega Planetes, arrivato con la collaborazione dedicata a Final Fantasy XIV. Si tratta del primo mostro robotico della serie e ha i punti vita fissati sempre sul valore previsto per quattro cacciatori, il che lo rende una battaglia da MMO trapiantata dentro Monster Hunter. Ma soprattutto è una caccia piuttosto difficile, che richiede tanta preparazione e collaborazione tra i giocatori per essere portata a termine.
Le versioni arcitemprate dei mostri apex sono state distribuite una alla volta, da Rey Dau fino ad Arkveld, ognuna con il proprio set di armature gamma da forgiare. In parallelo è stata ricostruita l'intera scala di difficoltà: le quest a otto stelle hanno introdotto mostri temprati più forti e resistenti alle ferite, quelle a nove stelle sono arrivate successivamente insieme ai primi talismani con abilità casuali, e le dieci stelle hanno chiuso il cerchio con l'apice della difficoltà. Nella stessa occasione è comparsa "Proof of a Hero", una maratona nella mappa più piccola del gioco contro quattro arcitemprati uno dietro l'altro. Oltre alla rinnovata varietà dei mostri, quindi, è stato svolto anche un lavoro mirato sulla difficoltà del gioco, che offre ora un livello di sfida adeguato per tutti i cacciatori.
Gogmazios e l'endgame che mancava
Il vero regalo per chi non aveva mai staccato è arrivato a dicembre 2025 con il Title Update 4. Gogmazios è il primo drago anziano di Monster Hunter Wilds e lo si affronta in otto: quattro giocatori più quattro cacciatori controllati dalla CPU, in un assedio totale suddiviso in tre fasi. Per accedervi servono il grado cacciatore 100 e una preparazione adeguata. Il giocatore viene "costretto" a portarsi con sé due armi primarie, meccanica introdotta per la prima volta proprio in questo capitolo, in modo da poter infliggere un danno elementale diverso per ogni fase nella quale si trova il drago anziano.
Con lui è arrivata la revisione più profonda dell'endgame. Dai materiali di Gogmazios si potenziano le armi Artian di rarità 8, che diventano Gogma Artian: al momento del potenziamento si sceglie un focus, che ne modifica statistiche e comportamento, e in cambio l'arma riceve un set bonus e una group skill assegnati in modo casuale, conservando i rinforzi già ottenuti. Se il tiro non vi soddisfa potete rilanciare i dadi con i materiali che si ottengono dalle quest a dieci stelle, oppure recuperare la configurazione precedente per non dover impazzire con il sistema RNG.
L'altra novità è la Trascendenza, che probabilmente è passata fin troppo in secondo piano. Sempre dal grado cacciatore 100 in avanti è possibile aumentare il rango delle armature, superando il limite previsto inizialmente. Sui pezzi di rarità 5 e 6 si sbloccano nuovi slot per le decorazioni che prima non esistevano. Il risultato è che mezzo guardaroba di armature ormai date per morte è tornato in circolazione, aumentando notevolmente la varietà delle build.
Tutto il resto, un ritocco alla volta
Sul fronte del bilanciamento il lavoro è stato costante e generoso. Il martello è stato il primo a ricevere un potenziamento, già nella primavera del 2025, mentre il Title Update 4 ha toccato in qualche misura tutte e 14 le armi, correggendo squilibri che l'utenza segnalava da mesi. Nessuna arma è rimasta quella che era il giorno del lancio.
Poi c'è la lunga lista di piccole migliorie, quelle che tipicamente non finiscono nei trailer, ma che si sentono dopo dieci minuti di gioco. La telecamera si allontana sui mostri più ingombranti e non vi infila più dentro il modello poligonale di Gore Magala. L'estetica delle armature può essere mantenuta pur cambiando i pezzi dell'equipaggiamento, così non dovete rimettere il vestito buono ogni volta che cambiate build. Alma può essere sostituita da Erik come accompagnatore dopo la caccia a Lagiacrus. Il Grand Hub, arrivato con il primo aggiornamento, ha dato alla componente sociale uno spazio dedicato che al lancio semplicemente non esisteva.
Per chi gioca in solitaria, gli sviluppatori hanno reso disponibili offline tutte e 26 le quest evento e sfida. Prima ne funzionava una sola senza connessione, il che in un gioco affrontabile da soli dall'inizio alla fine era una scelta parecchio discutibile.
Il quadro che ne esce è di un gioco rimesso in discussione pezzo per pezzo. Non esiste un sistema di Monster Hunter Wilds rimasto uguale a com'era nel febbraio del 2025: prestazioni, bestiario, curva di difficoltà, equipaggiamento e tanto altro sono stati tutti rivisti almeno una volta, spesso più di una.
Costa la metà e arriva su Switch 2
Ad agosto Capcom ha aggiornato anche il prezzo di listino del gioco, portandolo a 39,99 euro, la metà esatta del listino console e circa il 43% in meno su PC. Il giorno successivo è arrivata anche una demo gratuita che comprende il prologo, la creazione del personaggio, tutte e 14 le armi e il trasferimento del salvataggio nel gioco completo. Chi era rimasto alla larga per via del comparto tecnico ha finalmente un modo per verificare di persona come gira sulla propria configurazione, senza spendere un euro.
C'è poi la novità destinata a pesare più di tutte, ovvero la versione per Nintendo Switch 2, che Capcom ha confermato nell'ultimo Nintendo Direct che arriverà il 4 dicembre, con tanto di multiplayer locale e Ascendance nel 2027. Un anno fa una notizia del genere sarebbe stata accolta a pernacchie, visto che il gioco faticava su PC ben più muscolosi. Oggi, con i consumi ridotti e i carichi ridistribuiti, l'idea sta in piedi, e per la serie significherebbe tornare sulla piattaforma che in passato le ha dato il pubblico più affezionato di sempre.
Cosa ci aspetta con Ascendance
Tirando le somme, il Monster Hunter Wilds di oggi gira come avrebbe dovuto girare al lancio, ha diversi mostri in più, una difficoltà che si fa rispettare e un endgame costruito per durare. Rimane il rammarico per il tempo perso, perché una fetta enorme di giocatori se n'è andata prima di vedere il risultato.
Il futuro si chiama Monster Hunter Wilds: Ascendance, annunciato durante la Summer Game Fest 2026 e atteso nel corso del 2027. L'espansione porterà il Master Rank, una nuova regione chiamata Alture fluttuanti da esplorare in groppa al Seikret, il Bracceleratore che aggiunge mosse e combo a tutte e 14 le armi e il ritorno dei draghi anziani. A dirigere l'espansione non c'è più Yuya Tokuda ma Takuro Hiraoka, lead designer di Iceborne, che è quella che in tanti considerano la migliore espansione mai realizzata per la serie. Difficile immaginare un biglietto da visita più rassicurante per chi è rimasto scottato dal lancio di Wilds.
Il trailer mostrato allo State of Play del 3 settembre ha aggiunto parecchia carne al fuoco. La storia riparte dopo il finale del gioco base con l'arrivo improvviso di Lao-Shan Lung, che la squadra di spedizione non riesce a fermare: seguono un salto temporale di alcuni anni e la costruzione della fortezza di Madoi, mentre la nebbia sopra i cieli di Wyveria si dirada e scopre le Alture fluttuanti. Oltre al ritorno di Kushala Daora sono stati presentati due mostri inediti: Gundoraja, un drago anziano che controlla le nubi tempestose, e Araketa, un wyvern rapace che caccia in stormi sfruttando le correnti d'aria. Capcom ha anche chiarito i requisiti d'accesso: per avviare la storia e sbloccare il Master Rank serviranno il grado cacciatore 40 e il completamento della missione "Awaking From a Dream".
Quello che ci aspettiamo è che Ascendance esca già nella forma in cui il gioco base è arrivato soltanto dopo un anno di riparazioni. Capcom ha dimostrato di saper ascoltare, seppure con una lentezza che è costata carissima. Vi invitiamo a seguire assieme a noi l'evento fissato da Capcom per mercoledì 16 settembre alle ore 16, quando verranno svelati nuovi dettagli su questa attesissima espansione in occasione del Tokyo Game Show.