Switch, 2020 e Pro...getti futuri - La Bustina di Lakitu

L'infausto 2020 sta per volgere al termine: per Nintendo è stato un anno di grande successo commerciale, ma anche di transizione. Cosa ci riserverà il 2021?

RUBRICA di Alessandro Bacchetta   —   12/12/2020
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Questo pernicioso, lugubre e coercitivo 2020 sta per volgere al termine; ci sarebbe tanto altro da scrivere, ma trovandoci in un sito specializzato, e in una rubrica a tema Nintendo, non possiamo fare altro che analizzare questi ultimi dodici mesi da quest'ottica. Non è mai semplice storicizzare l'attualità senza scrivere fesserie, nonostante questo proveremo ad inquadrare questo periodo, tentando di ipotizzare come sarebbe stato senza la pandemia che ha alterato le nostre vite. Prima che la parola Coronavirus venisse pronunciata milioni di volte ogni giorno, quando Covid-19 sembrava ancora il nome in codice di qualche progetto tecnologico, Nintendo aveva annunciato che, durante il 2020, non sarebbero arrivati altri modelli della sua console ibrida. Quindi, almeno questo punto - vedremo tra poco perché è così importante - possiamo dire che non è stato alterato in corsa.

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Il lockdown ha influenzato lo sviluppo e la pianificazione del software dell'azienda nipponica, per stessa ammissione di Furukawa. La vera domanda è: quanto sarebbe andata diversamente senza pandemia? È probabile che il tradizionale "gioco di natale" non sarebbe stato il pur piacevole Hyrule Warriors: l'Era della Calamità. Essendoci stati dodici mesi segnati dal trentacinquesimo anniversario di Super Mario Bros., e vista la prossima uscita a febbraio, non è stupido ipotizzare che il privilegiato slot dicembrino sarebbe toccato a Super Mario 3D World + Bowser's Fury. Non conosciamo ancora la vastità dei contenuti aggiuntivi, ma da come sono stati presentati immaginiamo siano più di un semplice contorno: Bowser's Fury a parte, si sarebbe comunque trattato di un titolo, per quanto bello, importato (come tanti altri) dalla ludoteca Wii U. Se il gioco natalizio non fosse stato questo, lo scopriremo entro maggio/giugno 2021: per quanto l'influsso del Coronavirus sia stato importante, fatichiamo a credere che abbia costretto a rimandare un titolo per più di cinque/sei mesi.

La nostra tesi è molto semplice: anche senza pandemia, questo 2020 sarebbe comunque stato un anno di transizione per Nintendo Switch.

Animal Crossing e transizione

Super Mario Odyssey Vr 3

Il 2017 ha ospitato il grande debutto di Nintendo Switch, ed è stato un anno sostanzialmente impeccabile: ricco di grandi uscite ogni mese, tra marzo e novembre ha racchiuso anche l'arrivo di due pesi massimi come The Legend of Zelda: Breath of the Wild e Super Mario Odyssey. Il 2017 ha gettato le basi per tutto il futuro della console, ha creato quella base di pubblico che, col tempo, Nintendo ha tentato di ampliare.

Il 2018 è stato segnato dal multiplayer locale (e non solo), con titoli come Mario Tennis Aces, Super Mario Party, Super Smash Bros. Ultimate; è arrivato anche Pokémon Let's Go, Pikachu! e, soprattutto, a Kyoto hanno tentato l'azzardo in ottica casual con Nintendo Labo. Un progetto prestigioso, che ha ottenuto più successo critico che commerciale. "L'attacco" al pubblico casual non è stato un caso isolato: pur non essendo dirimente come in passato, Nintendo tiene molto a questo mercato, e ogni anno ha tentato di assestare un colpo in questa direzione. Il più riuscito, al momento (aiutato anche dal Coronavirus), è stato senza dubbio Ring Fit Adventure, il cui lento progredire pare inarrestabile. Un gioco uscito nel 2019, anno che ha visto la celebrazione della dimensione portatile della console. E non solo a causa dell'uscita della versione Lite, quella portatile e meno costosa: Nintendo in quei dodici mesi ha pubblicato tante opere che, in passato, avrebbero accompagnato le sorti della tascabile di famiglia. Parliamo di Luigi's Mansion 3, ma soprattutto di Fire Emblem: Three Houses, The Legend of Zelda: Link's Awakning e, ovviamente, di Pokémon Spada e Scudo. Un anno idealmente conclusosi solamente a marzo 2020, con la pubblicazione di Animal Crossing: New Horizons, episodio che ha fatto spiccare il volo alla serie sia grazie alla qualità, sia grazie alle favorevoli coincidenze storiche (e, in questo caso, non ci riferiamo solamente al Coronavirus).

Pokemon Spada E Scudo 00019

Ed eccoci al 2020 inoltrato, con Paper Mario: The Origami King e le tante opere di tributo all'idraulico, un modo efficace e compiacente di riempire un anno altrimenti piuttosto povero di pubblicazioni (impossibile non citare, in questo contesto, l'esclusiva console di Hades). Perché pensiamo che Nintendo si sia concessa un anno di transizione? Innanzitutto, grazie ai suoi long seller e ad Animal Crossing, era - giustamente - convinta di avere una vigorosa inerzia favorevole. Secondo: in questo anno di scarse uscite, probabilmente si sono gettate le basi per una seconda "grande metà" della vita di Switch. Terzo: tutte le console Nintendo hanno affrontato un anno "debole". Semplicemente, in quelle di grande successo è stato prodromico a una seconda giovinezza (Wii, 2008), nelle altre ha segnato l'inizio della fine (GameCube nel 2004, Wii U nel 2015).

Switch Pro

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Tanti anni fa, quando Nintendo Switch era ancora chiamata col suo nome in codice NX, Iwata ci aveva avvertito: avremmo dovuto aspettarci soluzioni diverse dal solito, perfino una strutturazione in stile Apple (parole sue, non nostre) con un ecosistema di piattaforme, capace - implicitamente - di supportare lo stesso software. Inizialmente l'asserzione sembrava essere stata smentita dalla natura ibrida di Switch, come se Nintendo avesse cambiato idea; le cose tuttavia sono tornate ad allinearsi con l'annuncio e la distribuzione di Switch Lite, che - come specificato poco fa - risale al 2019. Da mesi si rincorrono voci sull'arrivo di una terza edizione della console, più potente di quella originale, e ribattezzata Pro.

Sull'esistenza di questo terzo modello si sono esposti siti importanti, in particolare Bloomberg, che avrebbe suggerito il 2021 come data di pubblicazione e, soprattutto, una line-up adeguata ad un lancio memorabile: fatto che si connetterebbe bene allo "scarso" 2020, e ai tanti team interni che non pubblicano qualcosa da anni (EPD 9 ad esempio, quello di Mario Kart e Arms). Probabilmente ogni divisione interna, e ogni software house posseduta da Nintendo, si sta preparando a un ultimo "colpo" su Nintendo Switch.

Ma cosa sarà di preciso Nintendo Switch Pro? Naturalmente, allo stato attuale non abbiamo notizie certe. A inizio anno, attraverso un aggiornamento di sistema, sono state individuate delle parti che consentirebbero alle varie opere di incrementare le proprie prestazioni: una caratteristica assolutamente in linea con la natura di Switch Pro che, secondo Bloomberg, dovrebbe supportare anche il 4K. È molto difficile tuttavia fare previsioni: ci sono, sostanzialmente, due possibilità. La prima è che Switch Pro sia, in tutto e per tutto, una versione migliore e più performante dell'ibrida del 2017. Più grande, più potente, dotata (come si vocifera) di schermi LED. La seconda possibilità, forse più allettante, è che vada in tutto e per tutto a completare quell'ecosistema di cui parlavamo: la console ibrida, quella portatile e... quella casalinga. Sempre più performante dell'originale, ma senza schermo, e quindi meno (o altrettanto) costosa. Nintendo, anche a livello visivo, potrebbe fare la sua bellissima figura: con le dimensioni gargantuesche delle next-gen, compattare il cuore pulsante di Nintendo Switch in un limpido, regolare cubetto nero, sarebbe qualcosa di estremamente diverso dalla concorrenza. A supporto di questa teoria, ad aprile è uscito un brevetto su dei Joy-Con "autonomi", non attaccabili alla console.

Saremmo pronti a scommettere, come facemmo nel 2018 per l'edizione Lite, sull'esistenza di Switch Pro. Che potrebbe essere un'ibrida più potente e pregiata dell'originale, o una versione casalinga della stessa. Comunque vada, azzardiamo un'altra previsione: uno Zelda ha accompagnato il lancio dell'ibrida, uno Zeldino quello della portatile, uno Zeldone scorterà sugli scaffali la terza edizione di Nintendo Switch, che segnerà il debutto della seconda giovinezza della piattaforma.