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Xbox Games Showcase: Microsoft sferra un colpo da KO?

Microsoft risponde alla chiamata e con l'Xbox Games Showcase presenta una fra le migliori conferenze degli ultimi anni: analizziamo tutti gli annunci.

SPECIALE di Lorenzo Mancosu   —   12/06/2023
Xbox Games Showcase: Microsoft sferra un colpo da KO?

Il momento tanto atteso è finalmente giunto. Sono trascorsi esattamente diciotto giorni dall'istante in cui Sony ha inaugurato l'estate dei videogiochi, alzando il sipario su un PlayStation Showcase dal retrogusto dolceamaro, spoglio di grandi esclusive e fortemente radicato nell'offerta live-game; l'eco di quell'evento ha disegnato un quadro molto preciso nella fantasia degli appassionati più attenti: Microsoft, per la prima volta dopo anni, aveva l'occasione più unica che rara di calciare un rigore a porta vuota, sferrando un potenziale colpo da knockout capace di mutare per sempre il destino del bistrattato ecosistema Xbox.

E che cos'è successo alla fine? È successo che Microsoft non ha deluso le aspettative, confezionando l'unico appuntamento dell'estate che fino a oggi ha portato il dovuto rispetto all'eredità dell'E3, una conferenza di livello eccellente che, incidentalmente, ha anche risposto alla grande domanda che non ha mai smesso di perseguitare la casa di Redmond nel corso degli ultimi quattro anni: che fine stanno facendo i soldi investiti nella divisione Xbox?

Oggi abbiamo scoperto che fine hanno fatto quei finanziamenti: undici titoli degli studi proprietari, una tonnellata di produzioni disponibili su Game Pass fin dal giorno della pubblicazione, un'opera di scala monumentale, come se ne vede emergere una ogni dieci anni circa. Tra tante conferme, qualche sorpresa e un paio di leggerissimi inciampi, questo Xbox Games Showcase è stato proprio la grande montagna russa che tutti i maggiori eventi dedicati ai videogiochi meriterebbero di essere.

Perdersi in chiacchiere è tanto inutile quanto deleterio, perché le cose da dire sono veramente tantissime: ecco l'analisi di tutti i videogiochi annunciati all'evento di Xbox, tra le grandi esclusive first-party e le opere che arricchiranno il catalogo del Game Pass.

I giochi degli Xbox Studios

Starfield è il primo kolossal videoludico dai tempi di Red Dead Redemption 2
Starfield è il primo kolossal videoludico dai tempi di Red Dead Redemption 2

Chris Roberts di Star Citizen, Sandro Sammarco di Elite Dangerous, Sean Murray di No Man's Sky: nel corso dell'evento dedicato a Starfield, siamo certi che tutti i principali produttori di videogiochi nello spazio abbiano percepito una forte stretta allo stomaco. La produzione sci-fi di Bethesda Softworks si è presentata in un incredibile stato di forma, volenterosa di segnare una pietra miliare nel processo di maturazione dello studio e, soprattutto, orgogliosa di svelare tutte le sue carte: si tratta di un titolo fuori scala. O meglio, un titolo che condivide ambizione e scala con un numero ristrettissimo di altre produzioni, quelle che solitamente vedono luce una sola volta nel corso di una decade, ad esempio le fatiche dei Rockstar Studios. Ci sarebbero veramente troppe cose da dire per riassumere in modo soddisfacente la presentazione ospitata da Todd Howard, ma in questa occasione ne basta una solamente: Bethesda Softworks ha scaldato l'atmosfera dell'estate con un potenziale candidato al titolo di gioco dell'anno.

Se Starfield ha indossato le vesti della bomba finale, ad aprire le danze è stato invece Fable di Playground Games, pronto a mostrarsi in una folle sequenza in-engine che incarna tutta la follia british alla base del franchise. Si tratta del grande esordio di Playground al di fuori della dimensione di Forza Horizon e al tempo stesso del grande ritorno di Fable in una contemporaneità totalmente aliena rispetto all'epoca che gli ha dato i natali; gli interrogativi sono ancora molti, specialmente sul piano del gameplay, i tempi sono totalmente cambiati rispetto all'età dell'oro della serie, ma lo studio sembra aver centrato perfettamente l'irriverente atmosfera della serie.

A tornare dopo un lungo silenzio è stato anche Avowed di Obsidian Entertainment, che finalmente può cucirsi addosso la definizione che per tempo immemore gli è orbitata attorno senza mai abbracciarlo: è a tutti gli effetti un The Elder Scrolls realizzato secondo la filosofia dello studio d'ossidiana. Se la componente tecnica appare più rilassata, se la grafica sembra decisamente più cartoonesca quando paragonata a quella del fratellone, erano in molti a chiamare a gran voce una variazione sul tema fantasy da parte dello studio padre di Fallout: New Vegas; sarà un The Outer Worlds nel medioevo o qualcosa di più?

Lo stile di Fable è inconfondibile
Lo stile di Fable è inconfondibile

Grandissima sorpresa anche l'apparizione di Clockwork Revolution di Inxile Entertainment, studio di super veterani reduci da Wasteland 3 che finalmente tornano a confrontarsi con una produzione AAA dotata di tutti i crismi della dimensione di riferimento; tra forti strizzate d'occhio a BioShock Infinite e un'anima ludica da sparatutto in prima persona, si nasconde una folle avventura steampunk che, nel pieno rispetto della tradizione dello studio, sembra profondamente radicata nella narrazione, a sua volta legata a doppio filo con una complessa tematica del viaggio nel tempo volenterosa di riflettersi anche nel giocato. Fra le fatiche di quegli studi proprietari chiamati a tirar fuori i fatti e limitare a zero le parole, spicca anche South of Midnight, il titolo d'esordio di Compulsion Games sotto l'egida di Microsoft, che si è mostrato in un bellissimo trailer cinematografico reo di aver lasciato ancora molto, forse anche troppo spazio all'immaginazione; dopo We Happy Few era giunta l'ora di produrre qualcosa di nuovo: così è stato, ma forma e dimensione del nuovo progetto restano tuttora indecifrabili.

Piccolo inciampo, invece, per Senua's Saga: Hellblade 2 di Ninja Theory, che ancora una volta finisce per mancare il bersaglio, al punto da far sorgere qualche dubbio nel merito della coerenza del progetto; sappiamo da tempo che il comparto tecnico sia straordinariamente all'avanguardia, così come sappiamo perfettamente che si tratta di un'opera riflessiva, costruita attorno all'introspezione, nonché arricchita da una recitazione allo stato dell'arte. Ciò detto, una sequenza di gioco come quella mostrata lascia sostanzialmente invariati i dubbi cresciuti assieme alle radici della produzione, innestandone persino di nuovi: forse quella di trasformare il sequel di una piccola opera psicologica nella grande bandiera tecnica della next-gen non è stata la migliore delle decisioni. Nessuna sorpresa, invece, sul fronte di Forza Motorsport di Turn 10; è vero che i titoli racing sono quelli che finiscono per beneficiare meno da eventi di questo tipo, ma l'opera si è presentata esattamente come ciò che ha costantemente promesso di essere, svelando la data d'uscita e procedendo dritta lungo il suo cammino. Può darsi che sia passato in sordina per chiunque non sia un grande appassionato del genere, ma sa fare il suo e si incastra perfettamente nel grande mosaico dell'offerta di Xbox.

Flight Simulator 2024 è praticamente un gioco nuovo
Flight Simulator 2024 è praticamente un gioco nuovo

È incredibile, di contro, quello che è riuscito a fare Asobo Studio con il suo Microsoft Flight Simulator: la variante 2024 presentata nel corso dell'evento ha trasmesso le vibrazioni dell'esperienza completamente inedita, introducendo le operazioni antincendio, quelle di soccorso, le missioni di trasporto, i voli in aliante, quelli in mongolfiera, assieme dozzine di altre declinazioni inaspettate che stravolgono del tutto l'esperienza base; insomma, quello che probabilmente rappresenta il più grande ritratto digitale del pianeta Terra mai realizzato sta per conoscere una seconda età dell'oro. Infine c'è stato spazio anche per Towerborne, un videogioco d'azione cooperativo che non nasce dalle fucine degli Studios, ma che è stato prodotto da Xbox e realizzato da Stoic, studio noto per The Banner Saga; il titolo trasmette strambe vibrazioni da beat'em up: l'effettiva formula di gioco è ancora tutta da verificare, ma vale la pena sottolineare che si tratta dell'unico live-game cooperativo presentato come parte dell'offerta di Xbox, in netta controtendenza rispetto alle scelte di Sony Interactive Entertainment.

Per chiudere il segmento delle produzioni first-party sono emerse tre iniezioni di contenuti per tre grandi GaaS legati al brand Xbox e agli ecosistemi persistenti di Bethesda Softoworks; c'è stato infatti spazio per Necrom, imminente espansione di The Elder Scrolls: Online che abbiamo potuto visionare in anteprima e che vedrà luce il prossimo 20 giugno; dopodiché si è alzato il sipario su Atlantic City, nuova secchiata di contenuti pronta ad abbattersi sull'Appalachia protagonista di Fallout 76, protagonista di una rinascita che ancora non si è esaurita. E poi è giunto il momento di Sea of Thieves, che secondo quella che ormai è divenuta una sorta di tradizione annuale si prepara ad accogliere l'ennesimo contenuto crossover, stavolta più ispirato che mai. Il pacchetto tratto da Monkey Island, disponibile nel mese di luglio, introduce Meleé Island, Monkey Island, LeChuck, Guybrush Threepwood, persino le carrucole con il pollo di gomma, in quella che rappresenta senza dubbio la più folle collaborazione ad aver mai incendiato i mari dei pirati Xbox.

I giochi su Game Pass al day one

33 Immortals: raid cooperativi da trentatré partecipanti
33 Immortals: raid cooperativi da trentatré partecipanti

A muovere i primi passi del lungo valzer sulle note del Game Pass è stato 33 Immortals di Thunder Lotus, studio noto per il recente e apprezzato Spiritfarer; si tratta di uno stranissimo videogioco d'azione cooperativo interamente ricamato attorno al completamento di raid. Come si può intuire dal titolo, 33 Immortals apre la modalità co-op all'astronomico numero di trentatré giocatori, declinando l'offerta che ha fatto la fortuna di Destiny in una direzione del tutto inaspettata. Restando in tema di cooperativa online, Payday 3 di Starbreeze - come preventivato dai leak - ha finalmente svelato al pubblico il suo gameplay, senza tuttavia riuscire a mostrare innovazioni sostanziali rispetto all'immutabile formula ormai ben nota da secoli; vale la pena ricordare, a questo proposito, che uno dei prossimi grandi titoli PlayStation, ovvero FAIRGAME$ degli Haven Studios di Jade Raymond, sarà un "heist game" la cui struttura è tendenzialmente assimilabile al brand di Payday.

Prima abbiamo sfruttato la componente cooperativa per tessere un sottile filo rosso tra le opere introdotte: in questo caso tocca aggrapparsi a una tematica più triste, ovvero quella dei leak. Sul palco di Xbox non poteva infatti mancare Persona 3 Reload, che a causa di un clamoroso errore commesso dal Social Media Manager di Atlus è stato svelato al pubblico con larghissimo anticipo rispetto ai piani; a conti fatti, le circostanze dell'annuncio contano poco e niente: si tratta di un'operazione remake in Unreal Engine 5 che gli appassionati attendevano ormai da anni. Discorso differente per Persona 5 Tactica, titolo che sfrutta nome e design del celebre frontman nel portfolio della compagnia per ricamarli attorno a una minuta esperienza strategica; se si tratta certamente di una deriva apprezzabile, bisogna fare i conti con il fatto che ultimamente l'altisonante nome di Persona 5 stia venendo sfruttato con eccessiva frequenza.

Path of the Goddess è il nuovo misterioso titolo di Capcom
Path of the Goddess è il nuovo misterioso titolo di Capcom

Arriva dalle fucine di Capcom, invece, la prima grande sorpresa fra i titoli di terze parti che debutteranno su Game Pass: si tratta di Kunitsu-Gami Path of the Goddess, misteriosa nuova IP dalle tinte action che mescola una splendida interpretazione del folklore giapponese con un sistema di combattimento sostenuto da animazioni che definire meravigliose sarebbe riduttivo. L'opera resta tuttavia avvolta in una fitta nube di mistero, ed è probabile che emerga fra i grandi protagonisti dell'imminente evento dedicato alla sola Capcom. Altrettanto inaspettato, anche se visivamente meno impattante, è Jusant di Don't Nod, una criptica produzione interamente fondata su un sistema di scalate che si è limitata a regalare giusto una fugace occhiata all'essenza dei suoi sistemi; gli splendidi panorami che accompagnano ciascuna arrampicata si posizionano al centro dell'apparato ludico, ma è possibile che fra i villaggi stilizzati che tagliano orizzontalmente le oniriche montagne si nasconda qualche segreto più profondo.

A presentarsi in forma sempre più impressionante è Cities Skylines 2, ormai un vero e proprio titano nell'ecosistema dei city-builder; il titolo di Colossal Order e Paradox ha una data d'uscita fissata per il prossimo ottobre e si è mostrato ampiamente in un lungo trailer di gameplay volto a far sfoggio di gran parte delle nuove meccaniche di gioco. Era inaspettato, invece, il ritorno di The Chinese Room, studio inglese che - dopo Amnesia: A Machine for Pigs e Everybody's Gone to the Rapture - torna a misurarsi con i survival horror attraverso Still Wakes the Deep, quella che sembra un'ispirata avventura all'insegna di ansia e orrore ambientata in mezzo alle spume oceaniche di una piattaforma petrolifera, luogo dal quale per definizione non esiste alcuna via di fuga.

Cities: Skilines 2 fa sempre la sua porca figura
Cities: Skilines 2 fa sempre la sua porca figura

Se esistesse un premio per il titolo più assurdo, lo vincerebbe a mani basse Dungeons of Hinterberg degli austriaci di Microbird Games; si tratta di un videogioco d'azione in terza persona ambientato sulle Alpi, catena montuosa riproposta in stile dark fantasy lungo la quale la protagonista Luisa deve farsi largo menando fendenti a destra e a manca prima di sfruttare i resti arrugginiti di sky-lift e seggiovie. Per concludere, l'ultima produzione che metterà radici su Game Pass sin dal primo giorno non è un videogioco originale, bensì un pacchetto di contenuti per Overwatch 2: lo sparatutto Blizzard si appresta ad accogliere quel che resta della cancellata modalità in giocatore singolo, definitivamente soppressa dal management e spezzettata in una sequela di piccoli eventi. Mentre Microsoft si trova ancora orfana della sua grande acquisizione, ha deciso di ritagliare un piccolo spazio per un titolo che, probabilmente, un giorno sarà suo.

Le terze parti

Star Wars Outlaws: l'interesse è alto, ma la CGI è troppa
Star Wars Outlaws: l'interesse è alto, ma la CGI è troppa

Siamo giunti, infine, ai titoli che hanno scelto il grande palco di Xbox per mostrarsi al mondo pur non portando benefici di sorta ai possessori delle due console Series. Presentato da Sarah Bond in apertura dell'evento, Star Wars: Outlaws di Massive ha fatto una scelta particolare, rischiosa, ancorandosi a una sequenza completamente in CGI che non ha lasciato emergere nemmeno per un istante suggestioni di vero gameplay; pochi giorni prima dell'evento, Microsoft ha annunciato che tutti i videogiochi proprietari avrebbero sfruttato solamente il motore di gioco, senza mai affidarsi del tutto alla computer grafica; la buona notizia, in questo senso, è che il titolo a tema Star Wars mostrerà il suo gameplay in esclusiva nella cornice dell'Ubisoft Forward.

Volendo pensare male, si potrebbe ipotizzare che Metaphor ReFantazio sia stato fornito da Atlus agli esecutivi di Microsoft per "ripagare" il danno causato dai leak relativi a Persona. Non sapremo mai se tale tesi corrisponde a verità, ma ciò che più conta è che finalmente il titolo noto come Project Re Fantasy ha assunto una forma concreta; si tratta dello storico progetto "segreto" di casa Atlus nato per sfidare a visto aperto le ispirazioni di Persona e Shin Megami Tensei, portando una rivoluzione di stampo prettamente fantasy tra le pieghe creative della casa; le responsabilità e le aspettative sulle sue spalle sono enormi, ma quanto mostrato fa ben sperare riguardo la buona riuscita del progetto: anche solo i semplici menù sono sostenuti da un'ambizione stilistica da urlo. Folle e dirompente come sempre, invece, è Yakuza - o Like a Dragon che dir si voglia - emerso brevemente attraverso un trailer ricamato attorno al personaggio di Ichiban, che si risveglia completamente nudo e apparentemente privo di ricordi su un'elegante spiaggia del nordamerica; il titolo Infinite Wealth non è bastato per chiarire la natura del progetto, ma è molto probabile - a causa della vistosa presenza del simbolo dell'infinito nel logo - che si tratti proprio dell'ottavo episodio della saga.

Anche solo i menù di Metaphor ReFantazio sono pazzeschi
Anche solo i menù di Metaphor ReFantazio sono pazzeschi

Infine anche Keanu Reeves è tornato a calcare i palchi losangelini di Xbox, e lo ha fatto nuovamente per ricordare al mondo dell'esistenza di Johnny Silverhand. L'espansione Phantom Liberty di Cyberpunk 2077 si è resa protagonista di un video esteso dedicato al nuovo quartiere di Dogtown e a diversi piccoli dettagli della storia; ciò detto, abbiamo avuto occasione di provare in anteprima l'imminente espansione, pertanto potete trovare un'analisi approfondita basata sulla build che Francesco Serino ha testato proprio per le strade di Los Angeles.

In conclusione

Oggi Todd Howard è stato l'arma segreta di Xbox
Oggi Todd Howard è stato l'arma segreta di Xbox

Sarebbe stato molto facile immaginare una Microsoft affaticata, indebolita, quasi piegata dagli ostacoli che si stanno parando lungo il cammino verso l'acquisizione di Activision-Blizzard. La casa di Redmond aveva un piano di riserva? Dopo lo scivolone del PlayStation Showcase, avrebbe potuto contare sulla potenza di fuoco necessaria per infliggere un pesante colpo alla corazzata del marketing di Sony? La risposta a tutte queste domande si è rivelata un grande sì. La divisione gaming di Microsoft procede dritta per la sua strada e - finalmente - può iniziare a raccogliere i primi frutti dei semi piantati anni fa, durante l'embrione della stagione delle piccole acquisizioni.

Questa presentazione di Xbox ha adottato una formula completamente antitetica rispetto a quella di Sony, quasi avesse letto le intenzioni della rivale, un po' come accadeva - spesso in senso contrario - durante l'epoca delle grandi conferenze E3. Undici titoli first party, tutti presentati in-engine, accanto a una produzione foraggiata direttamente dagli Studios; dieci videogiochi pronti a esordire su Game Pass fin dal primo giorno - tra cui tanto Giappone - arricchendo ulteriormente quell'offerta che rappresenta il vero cavallo di battaglia della casa. Infine, passate quasi in sordina, ci sono quattro opere che si sono semplicemente limitate a scegliere il palco di Phil Spencer per presentarsi al grande pubblico, e anziché rubare la scena sono emerse come grandi ospiti.

Starfield è il best of the show
Starfield è il best of the show

Un evento che richiama i migliori giorni di Los Angeles, nonché uno fra i più efficaci contenitori comunicativi degli ultimi anni, ricco di sorprese e scevro di tempi morti, impreziosito dall'ingombrante presenza di un contendente completamente fuori scala. Starfield ha indossato le vesti della classica "one more thing", trasformando il segmento di cui era protagonista nel vertical slice di un potenziale gioco dell'anno, quello che potrebbe trasformarsi nell'assoluto benchmark per l'intero portfolio futuro degli studi di Bethesda.

Più di ogni altra cosa, l'Xbox Games Showcase si è posizionato in perfetto equilibrio fra la concretezza e il sogno, fra la solidità delle produzioni imminenti e i miraggi di un futuro roseo, accarezzando entrambe le derive che maggiormente stuzzicano l'immaginario degli appassionati. E chissà, forse un giorno l'immenso catalogo di Activision-Blizzard finirà per contribuire ad alimentare l'architettura del Game Pass, ma Microsoft ha dimostrato con fermezza che può saziare il pubblico facendone tranquillamente a meno.